O slideshow foi denunciado.
Utilizamos seu perfil e dados de atividades no LinkedIn para personalizar e exibir anúncios mais relevantes. Altere suas preferências de anúncios quando desejar.

Libretto sala 2017

108 visualizações

Publicada em

Domenica 16 luglio a Rocca San Casciano (Forlì)
ALLA POETICA CINEMATOGRAFICA DI PUPI AVATI
IL XXVIII PREMIO INTERNAZIONALE
C.A. CAPPELLI
Premio alla carriera anche all’attore Gianni Cavina protagonista di tanti film del regista bolognese -
In programma un Gran Concerto dell’Orchestra Rossini con le musiche che Riz Ortolani ha scritto per Avati -

Grande attesa in tutto il mondo dello spettacolo per l’assegnazione del Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli al regista di Bologna Pupi Avati. La cerimonia della consegna del prestigioso riconoscimento, giunto alla XXVIII edizione, avrà luogo domenica 16 luglio alle ore 21, nella storica Piazza Garibaldi di Rocca San Casciano, città natale del mitico editore e manager teatrale romagnolo il quale, nella sua luminosa carriera ha fatto grandi teatri come il Comunale di Bologna e l’Arena di Verona, portando al pubblico, oltre alla grande musica dell’opera e del balletto, le storiche compagnie di prosa della metà del nostro ‘900.
Dodo Frattagli, presidente dell’Associazione Cappelli che organizza assieme al Comune e alla Pro Loco di Rocca il premio, con questa scelta hanno voluto in particolare rendere omaggio non solo alla dimensione poetica della narrativa cinematografica di Pupi Avati, ma anche alla sua costante dedica alla gente dell’Emilia Romagna, da sempre protagonista dei suoi film.
E protagonista della filmografia di Avati, che avrebbe voluto intraprendere una carriera da jazzista, suonando il clarinetto come Hengel Gualdi, è stata sempre la musica. Una musica originale che per tantissimi film gli ha composto Riz Ortolani, magnifico musicista di Pesaro. E per onorare questo artista, assieme a Pupi Avati, sarà a Rocca San Casciano la famosa Orchestra Rossini di Pesaro con un programma di musiche dai film del regista di Bologna.
La manifestazione, come sempre condotta dal giornalista e musicologo Daniele Rubboli, prevede anche un Premio alla Carriera per il popolare attore Gianni Cavina, bolognese come Avati, il quale è stato geniale protagonista di tanti titoli del regista bolognese con il quale ha pure collaborato ad alcune sceneggiature.
L’orchestra Rossini sarà diretta dal M° Noris Borgogelli giovane artista di Fano, da tempo direttore artistico della stessa orchestra Rossini, e si avvarrà della partecipazione del celebre trombettista e direttore d’orchestra perugino Francesco Marconi. L’ingresso è libero

Publicada em: Diversão e humor
  • Seja o primeiro a comentar

  • Seja a primeira pessoa a gostar disto

Libretto sala 2017

  1. 1. omaggio a: PUPI AVATI XXVIII PREMIO INTERNAZIONALE CARLO ALBERTO CAPPELLI nell’occasione “GRAN CONCERTO” ORCHESTRA ROSSINI DI PESARO ROCCA SAN CASCIANO domenica 16 luglio 2017 ore 21, Piazza Garibaldi diretta dal M° Noris Borgogelli musiche di RIZ ORTOLANI Conduce Daniele Rubboli Con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna - Comune di Rocca San Casciano premio speciale alla carriera all’attore GIANNI CAVINA Clarinet
  2. 2. Ricco di significati il Premio Cappelli 2017 al regista bolognese Pupi Avati, il poeta più autorevole del cinema italiano e tra i più originali autori internazionali. Intanto con questa scelta si porta all’attenzione del pubblico l’arte della... Vela Bianca, come fu chiamato il cinema agli inizi. Quella vela nata per far sognare nella Francia del 1895 e che nel 1907, quando a Rocca San Casciano nasceva Carlo Alberto Cappelli, era solo agli inizi delle sue proiezioni in Italia e i film, assolutamente muti, in quell’anno, erano Ben Hur, Il pony express, Giulio Cesare. Se è giusto, celebrando Carlo Alberto Cappelli uomo di spettacolo, premiare un maestro del nostro cinema, è altrettanto significativo sottolineare come la terra dell’Emilia Romagna, quella che ha dato i natali a Lallo e con Bologna gli ha offerto gli spazi per i primi successi, sia madre di genialità anche in questo campo dello spettacolo. Basta ricordare Federico Fellini di Rimini, Cesare Zavattini di Luzzara (RE) e Bernardo Bertolucci di Parma tre autori che hanno avuto con Giuseppe Avati, detto Pupi, un denominatore comune: il piacere di raccontare la propria terra, di narrare storie provinciali, in omaggio alle periferie. E questo può accadere solo confessando un amore profondo per le proprie radici. Avati lo ha fatto cavalcando un indomito cavallo della fantasia, sempre pronto a precipitarsi nel meraviglioso, nell’inatteso, nel sogno come nell’incomparabile Dancing Paradise del 1982, ma c’è un film che mi sta particolarmente dentro e che mi piacerà ricordare a Rocca, nel giorno del Premio Cappelli: Noi tre (1984). Mi ha coinvolto come operatore del teatro musicale perchè narra, con opportune libertà, le giornate trascorse dal giovane Amadeus Mozart a Bologna, quando era ospite dei Conti Pallavicini a Zola Predosa, dovendo sostenere un esame con il mitico musico e didatta Padre Martini all’Accademia dei Filarmonici. Non l’ho mai dimenticato perchè sono stato sul set, come giornalista, per raccontarlo in anteprima su Tv Sorrisi e Canzoni. Porto ancora dentro la straordinaria scena “improvvisata” da Gianni Cavina interpretando un cugino di famiglia soggetto a crisi di nervi. E qui, a Rocca, si chiude il cerchio perchè a Gianni Cavina, attore bolognese a tutto tondo, sarà consegnato un meritatissimo premio alla carriera. Una carriera in buona parte realizzata al fianco dell’amico Pupi Avati per il quale è stato attore e anche collaboratore ad alcune sceneggiature: La casa delle finestre che ridono, Bordella ecc. Ancora una volta Adolfo Frattagli detto Dodo, presidente dell’Associazione Cappelli, custode della memoria di Carlo Alberto Cappelli, assieme ai suoi collaboratori: Mario Biserni, Federico Mancusi e Piergiorgio Carretta, è riuscito a realizzare un appuntamento culturale nel segno di una terra, l’Emilia-Romagna, che dalla propria essenza contadina ha visto nascere artisti innamorati della vita. Daniele Rubboli Luciano Pavarotti, Premio Internazionale Cappelli 1987
  3. 3. detto Pupi, quando aveva 21 anni stava accarezzando il suo so- gno giovanile: suonare il clarinetto della Doctor Dixie Jazz Band di Bologna, gruppo di professionisti che facevano musica come dilettanti fortemente dotati. E per vivere faceva, senza gioia, il rappresentante dei surgelati Findus. Ma nel 1961, mese più mese meno, si affaccia alla Jazz Band un altro ragazzotto di Bologna, classe 1943, autodidatta del clarinetto, che in breve lo mette in un angolo. Si chiamava Lucio Dalla. Pupi Avati lascia la band ma non i sogni che, da lì a poco, illuminato da “8 1/2” di Fellini, crea per sé stesso, ma anche per il suo prossimo dedicandosi al cinema. Con “Balsamus, l’uomo di Satana”, quasi un film visionario del 1970 dove il protagonista sta tra il mito di Cagliostro e la furfanteria del Dulcamara donizettiano, inizia una delle carriere più illuminate nella storia della regia italiana. Una storia che strada facendo si arricchisce sempre più di una inconfondibile dimensione poetica tanto da far a volte pensare che, se avesse fatto del cinema, Giovanni Pascoli avrebbe realizzato molti dei film di Pupi Avati. Attivo sul grande schermo ed anche in televisione, Pupi Avati si impone come protagonista della nostra cultura tanto che nel 1995 riceve la nomina di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2005 la Medaglia d’Oro di Benemerito della Cultura e dell’Arte. A questi riconoscimenti si ag- giungono una serie di prestigiose candidature al David di Donatello sia come regista che come sceneggiatore e autore del miglior film dell’anno, vincendo poi il David (1990) per il film “Storie di ragazzi e di ragazze” (1989) per la miglior sceneggiatura e fa suo nel 1995 il David Luchino Visconti. Ancora nel 2003 ottiene il David di Do- natello come miglior regista per il film “Il cuore altrove” presentato al Festival di Cannes nel 2003, dove narra la storia di un onesto professore di lettere che, negli Anni Venti, vive a Bologna una storia d’amore con una bella irresponsabile non vedente. Il Premio Cappelli che gli viene assegnato a Rocca San Casciano sottolinea la di- mensione universale di un autore che guardando la gente della propria terra ha saputo parlare al mondo intero. Giuseppe Avati classe 1940, nel segno del Sagittario, con Gino Cervi e Raoul Gras- silli è il più autorevole attore di cinema e di teatro della tradizione bolognese. Tradizione che ha dato i natali anche ad altri simpatici protagonisti delle scene come, tra gli uomini, Giustino Durano, Raffaele Pisu, Andrea Roncato, Pippo Santonastaso, Antonio Albanese. Iniziata la carriera cinematografica con ruoli comici, ha poi trovato la sua dimensione ideale nell’amicizia con il regista Pupi Avati con il quale ha collaborato sia come sceneggiatore sia come attore vincendo anche il Nastro d’Argento come migliore attore non protagonista nel 1997, per il film Festival di Avati, nel quale interpretava con grande uma- nità e realismo la figura di Renzo Polpo, manager di un vecchio attore comico che, bruciati i guadagni, cerca un rilancio. Un racconto cinematografico che fa pensare alla vita del grande Walter Chiari. Conferendogli il Premio Cappelli alla carriera si è voluto evidenziare l’impegno di un artista che è stato molto vicino a Pupi Avati da Balsamus (1970) a La Mazurka del barone (1975), Bordella (1976), Le strelle nel fosso (1979), Noi tre (1984), Regalo di Natale (1986) e altri ancora fino a Il cuore grande delle ragazze del 2011. Sempre nel cinema Gianni Cavina ha recitato con registi come Mario Lanfranchi, Luigi Co- mencini, Tonino Cervi, Marco Bellocchio, e tanti sono stati i lavori televisivi ai quali ha preso parte da Il Mulino del Po di Sandro Bolchi (1971) alle miniserie tv di Pupi Avati Jazz Band (1978) e Dancing Paradise (1982), fino alla magi- strale interpretazione del ruolo di Ernesto Rengoni nella serie tv di RAI 1 Una Grande Famiglia (2012-2015) per la regia di Riccardo Milani. Artista di solida umanità ha sempre evitato la luce dei riflettori fuori dal set e dalle scene, evi- tando le stomachevoli passerelle per le quali sembrano vivere i suoi colleghi. Gianni Cavina
  4. 4. 1987 LUCIANO PAVAROTTI - Tenore 1988 VITTORIO ROSSI - Regista, scenografo, costumista e drammaturgo 1989 LUCIANO CHAILLY - Compositore 1990 ANNA PROCLEMER - Attrice 1992 PIETER VAN DER SLOOT - Premier danseur étoile 1993 VICTOR e LILIAN HOCHHAUSER - Produttori e impresari teatrali - Londra 1994 GRACE BUMBRY - Soprano GIANCARLO SBRAGIA - Attore 1995 CARLA FRACCI - Étoile GIUSEPPE GIACOMINI - Tenore 1996 GHENA DIMITROVA - Soprano ENNIO MORRICONE - Compositore 1997 ROSSELLA FALK - Attrice BRUNA BAGLIONI - Mezzosoprano VLADIMIR DEREVIANKO - Premier danseur étoile 1998 WILHELMENIA FERNANDEZ - Soprano FRANCA VALERI - Attrice ELISABETTA TERABUST - Étoile 1999 CLAUDIO SCIMONE - Direttore d’Orchestra PIERA DEGLI ESPOSTI - Attrice LINDSAY KEMP - Premier danseur étoile Piazza del Campidoglio, Roma 2000 MICHEL PLASSON - Direttore d’Orchestra JACQUES BAILLON - Direttore del Teatro Nazionale Francese PATRICK DUPOND - Premier danseur étoile Hotel de Ville de Paris 2001 RUGGERO RAIMONDI - Basso-Baritono GIUSEPPE DI STEFANO - Tenore VALERIA MORICONI - Attrice LUCIANA SVIGNANO - Étoile Teatro Comunale di Bologna 2003 PLACIDO DOMINGO - Tenore MAURIZIO SCAPARRO - Regista FRANCESCO ERNANI - General Manager Teatro dell’Opera di Roma 2004 LEO NUCCI - Baritono JOSEPH VOLPE - General Manager Metropolitan Theatre - New York 2005 MSTISLAV ROSTROPOVICH - Compositore, Direttore d’Orchestra, Violoncellista Barbican Theatre, Londra 2007 PIER LUIGI PIZZI - Regista, Scenografo e Costumista MARCO BERTI - Tenore FULVIO ANGIUS - Maestro del Coro 2008 TEATRO DELL’OPERA DI ROMA 2009 FRANCESCO MELI - Tenore 2010 TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI 2011 TEATRO REGIO DI PARMA 2012 CASA EDITRICE RICORDI DIMITRA THEODOSSIOU - Soprano 2013 RICHARD WAGNER - Nel bicentenario della loro nascita GIUSEPPE VERDI 2014 RAVENNA FESTIVAL - Cristina Mazzavillani Muti FEDERICO FELLINI e GIULIETTA MASINA 2015 ROBERTO ABBADO - Direttore d’Orchestra BARBARA FRITTOLI - Soprano 2016 ANNA CRESPI - Presidente “Amici del Teatro alla Scala” di Milano FREDY FRANZUTTI - Coreografo internazionale e regista i “Grandi” premiati
  5. 5. Una vita fra libri e teatro. Carlo Alberto Cappelli nasce nel 1907 a Rocca San Casciano (Forlì), dove la Casa Editrice di famiglia, trasferitasi poi a Bologna, continua a mante- nere la tipografia. Per tutta la vita si occuperà di editoria e teatro. Carlo Alberto Cappelli nel 1931 è nominato Presidente della Filodrammatica di Bologna ove nel 1938 inaugura il Luglio musicale in Piazza del Baracca- no, un teatro all’aperto da settemila posti, mentre negli anni Quaranta è Sovrintendente del Teatro Comunale. Scopre tanti giovani talenti: un nome fra tutti, Giuseppe Di Stefano. Nel 1950 studia ed elabora la Prima Sagra Malatestiana a Rimini. Negli stessi anni Cinquanta inizia a dedicar- si al teatro di prosa: realizza un festival che Bologna ospiterà dal 1951 al 1965; contribuisce alla nascita del Festival shakespeariano a Verona nel 1954; nel 1955 con Romolo Valli, Giorgio De Lullo, Anna Maria Guarnieri e Rossella Falk crea la Compagnia dei Giovani. Ne sarà l’impresario per vent’anni, accompagnando in veri e propri trionfi personaggi come Gino Cervi, Paolo Stoppa, Vittorio Gassman, Raf Vallone, Giorgio Albertazzi, Anna Proclemer, Luchino Visconti, Gian Maria Volonté, Carla Gravina. Nel 1962 fa debuttare l’esordiente Claudio Abbado. Nel 1971 è Sovrinten- dente dell’Arena di Verona e parallelamente organizza l’attività invernale con il Teatro Filarmonico. Con Cappelli l’Arena vive il suo periodo d’oro, ospitando Luciano Pavarotti, Placido Domingo, José Carreras, Katia Ric- ciarelli, Carla Fracci, Rudolf Nureyev. Carlo Alberto Cappelli è stato, con Remigio Paone, il più importante organizzatore privato di spettacoli di prosa che l’Italia abbia mai avuto: si trovò a gestire anche sei compagnie primarie e nel mondo del teatro lirico fu indiscusso e indimenticato pro- tagonista. Per la sua figura di spicco nel mondo culturale e teatrale e per l’impegno profuso nel promuovere la cultura nella sua città, Bologna nel 1982 gli conferì il “Nettuno d’Oro”. Carlo Alberto, “Lallo” per gli amici, muore il 3 agosto 1982: rimane nella memoria di quanti l’hanno cono- sciuto come un gentiluomo che considerava il teatro il regno dell’avven- tura e dell’imponderabile, credendo nell’amicizia come carta vincente per un impresario. L’Associazione Carlo Alberto Cappelli – Presidente Adolfo Frattagli e Presidente Onorario Vittorio Rossi –, sorta nel 1982 a Rocca San Casciano, ha collaborato ad iniziative in ambito comunale, intrattie- ne contatti con artisti, impresari, Enti Lirici, Associazioni e assicura la partecipazione di aderenti e amici a eventi teatrali in Italia e all’estero. Istituisce nel 1987 l’omonimo riconoscimento internazionale, conferito annualmente a grandi artisti del mondo teatrale e musicale, prima nella cittadina romagnola, poi a Roma in Campidoglio e al Teatro dell’Opera, a Parigi in Municipio, al Teatro Comunale di Bologna, al Teatro Metropolitan di New York e al Barbican Theatre di Londra. Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli È un grande piatto in ceramica opera di Dario Valli, giovane ceramista di scuola faentina, nel 1995 primo classificato ad un concorso nazionale organizzato dalla RAI. Nell’opera sono raffigurati i simboli dell’opera di Carlo Alberto Cappelli: un libro aperto con il pentagramma musicale e una maschera di teatro. A incorniciare questi elementi, i simboli storici di Rocca San Casciano: la “Rocca Sassatica”; la “caveja” simbolo della laboriosità della terra di Romagna; il “giglio fiorentino”, per ricordare che per cinque secoli Rocca San Casciano appartenne a Firenze e fu capoluogo della Romagna- Toscana dal 1772 al 1923. Carlo Alberto Cappelli
  6. 6. L’Orchestra Sinfonica G. Rossini ha doppia sede a Pesaro e a Fano, è riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo (Mibact) e dalla Regione Marche.E’ ideatrice, organizzatrice ed interprete di “Sinfonica 3.0”, stagione sinfonica di spicco a livello nazionale. I teatri di “Sinfonica 3.0” sono: Teatro Rossini di Pesaro, Teatro della Fortuna di Fano, Teatro Pergolesi di Jesi e Teatro Angel dal Foco di Pergola. Organizza anche altre stagioni sinfoniche quali: “Vitruvio 3.0” a Fano e “I Concerti Xanitalia” a Pesaro. L’OSR porge molta attenzione alla formazione, per questo ha ottenuto l’eccellenza dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur). Organizza progetti come “La Scuola va a Teatro”, “Festival Giovani per la Musica” e il concorso “Giovani in Crescendo”.Ha realizzato tournée in Giappone, Cina, Corea del Sud, Malta, Turchia, Austria, Francia, Germania e Svezia. In Italia si è esibita in celebri teatri quali il Teatro Donizetti di Bergamo, il Teatro Coccia di Novara, il Teatro Verdi di Pisa, il Teatro Grande di Brescia, la Sala Verdi del Conservatorio di Milano, il Teatro Dal Verme e Open Air Theatre dell’Expo, l’Auditorium Parco della Musica a Roma e la Sala Nervi in Vaticano, il Teatro delle Muse di Ancona. Ha partecipato, inoltre, a festival e stagioni musicali di grande prestigio: Ravello Festival, Festival delle Nazio- ni, Sagra Musicale Malatestiana, Stagione Fondazione Donizetti, Stagione Fondazione Teatro Coccia, Festival Pergolesi Spontini. Di rilievo la collaborazione con Nicola Alaimo, Andrea Bacchetti, Andrea Battistoni, Mario Biondi, Andrea Bocelli, Stefano Bollani, Paolo Bordogna, Simonide Braconi, Roberto Cappello, Anna Maria Chiu- ri, Francesco Ivan Ciampa, Eddie Daniels, Mariella Devia, Enrico Dindo, Marcello Giordani, Corrado Giuffredi, Mario Marzi, Michele Pertusi, Massimo Quarta, Marcello Rota, Corrado Rovaris, Giovanni Sollima, Dimitra The- odossiou, Alberto Zedda e Zubin Mehta. Partecipa regolarmente alle manifestazioni liriche del territorio come: Rossini Opera Festival, Stagione Lirica di Fano, Stagione Lirica di Ancona e Stagione Lirica di Jesi. Sponsor ufficiale l’azienda pesarese Xanitalia. Direttore artistico è il M° Daniele Agiman, il presidente è il M° Saul Salucci. Orchestra Sinfonica G. Rossini Direttore d’orchestra, nato a Fano, si è diplomato in Viola ed in Arpa al Conservatorio Rossini di Pesaro. Ha ricoperto il ruolo di prima parte nelle produzioni liriche e sinfoniche di importanti formazioni quali: Orchestra Filarmonica Marchigiana, Orchestra da Camera di Bologna, Orchestra Sinfonica Toscanini, Orchestra Inter- Noris Borgogelli
  7. 7. detto Riz, il musicista che ha composto quasi tutte le colon- ne sonore per i film di Pupi Avati, è nato a Pesaro nel 1926 e morto a Roma nel 2014, a 87 anni. Suo padre, appassionato di opera lirica, lo iscrisse al conservatorio Rossini, dove a 19 anni si diploma in flauto e subito entra a far parte dell’orchestra stabile di Pesaro, continuando gli studi di composizione. A 22 anni trova lavoro a Roma come pianista in una sala da ballo e da lì ha l’occasione per entrare come arrangiatore alla RAI di orchestre radiofoniche. Fondata ina Jazz Band si trasferisce all’estero e in Messico sposa la cantante toscana Katyna Ranieri. Rientrato in Italia nel 1961, scrisse con Nino Oliviero la colonna sonora per il film di Gualtiero Jacopetti, Paolo Cavara e Franco Prosperi “Mondo cane”, la cui canzone dei titoli di testa (More) vinse un Grammy e fu candidata all’Oscar come canzone originale. More fu un enorme successo internazionale e nel giro di pochi anni venne incisa in più di 300 versioni. Fondata una orchestra di musica leggera riprende a girare il mondo proponendo musica propria e di vari altri autori, realizzando diverse incisioni di dischi 78 giri sotto etichetta RCA Italiana con il cantante cagliaritano Rino Loddo, anche in duetti con Katyna Ranieri. Ortolani ha scritto oltre 200 colonne sonore tra le quali una lunga serie di western tedeschi e molti gialli italiani. Tra le sue colonne sonore più note: Il sor- passo, del 1962, Africa addio, del 1966, I giorni dell’ira, del 1967, Fratello sole, sorella luna del 1972, e i capolavori di Pupi Avati. Nel 1967 ha curato le musiche dello sceneggiato televisivo La fiera delle vanità e nel 2004, nell’ambito del Premio Pippo Barzizza, gli è stato assegnato il Trofeo alla carriera in qualità di arrangiatore e compositore. Ha composto anche un’opera tea- trale, Il Principe della Gioventù andata in scena prima mondiale al Teatro La Fenice di Venezia il 4 settembre 2007. Riziero Ortolani nazionale d’Italia, Orchestra del Rossini Opera Festival, Orchestra della Fondazione Cantelli e Orchestra Sinfonica G. Rossini. Ha collaborato con direttori e solisti di grande fama suonando in prestigiosi teatri e sale da concerto in varie parti del mondo. Nel 2011, sotto la guida di Donato Renzetti, ha conseguito il diploma in Direzione d’orchestra presso i Corsi di Alto Perfezionamento dell’Accademia Musicale Pescarese. Dal 2011 è Direttore artistico dei Concerti di Mezzogiorno del Teatro della Fortuna di Fano. Da quest’anno è Direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini. Debutta al Rossini Opera Festival in Concerto Duetti amorosi.
  8. 8. nato a Modena (1944) da padre di Ravenna, Medaglia d’Oro del Giornalismo Italiano, è il musicologo che ha pubblicato il maggior numero di libri (51!) sulla storia della musica e del teatro musicale in particolare. Unico biografo di Ruggero Leoncavallo e Luigi Arditi, come di Francesco Molinari Pradelli, ha recentemente dato alle stam- pe 36 lettere inedite di Alfredo Catalani e ripubblicato la sua Storia delle Voci Liriche di Modena. Attivo in teatro dall’età di 9 anni ha vissuto tutte le esperienze di palcoscenico come attore, presentatore, regista, organizzatore teatrale, direttore artistico per 15 anni del Teatro Rosetum di Milano e per 10 anni del Teatro Cenacolo di Lecco dove ha prodotto indimenticabili stagioni d’opera e operetta. La sua attenzione è stata rivolta particolarmente ai giovani talenti della “lirica” che ha fatto debuttare promuovendone la presenza sulle scene musicali. Come giornalista ha lavorato in quotidiani e periodici a Modena, Ferrara, Bologna, Milano dove ha concluso la carriera in redazione a “TV Sorrisi e Canzoni”. Al suo attivo anche un film: “Il sogno di Rigoletto”, interpretato dal baritono Gabriele Nani. Da alcuni anni vive in Alta Val Pusteria dove fa volontariato culturale nelle Biblioteche di Villabassa e Dobbia- co. La sua attività di conduttore di spettacoli musicali continua in particolare nelle città di Bressanone, Brunico, Lucca, Varazze, Finale Ligure, Modena, Finale Emilia, Milano, Sirmione, Forlì e a Rocca San Casciano dove ogni anno presenta il Galà del Premio Carlo Alberto Cappelli. Daniele Rubboli strumentista e direttore, diplomato in Tromba nel 2001, nel 2007 si è laureato in discipline musicali a Perugia. Ha frequentato poi corsi internazionali di perfezionamento con le Prime parti delle maggiori orchestre sinfoniche internazionali ed ha partecipato e vinto per 4 volte consecutive i concorsi internazionale “Guido Monaco” di Arezzo e A. Gori di Siena. Dal 2001 fa parte dell’ Orchestra del Teatro lirico “A Belli” di Spoleto dove è Prima Tromba dal 2001 al 2005. Altrettanto per l’Orchestra di Livorno; l’Orchestra Sipario di Jesi; l’Orche- stra Filarmonica della Scala e l’Orchestra d’opera del Cairo. Ha suonato come prima tromba e tromba solista con L’Orchestra Internazionale d’Italia, con l’Orchestra della Cappella Musicale d’Assisi e l’Orchestra della Università di Perugia. Inoltre ha collaborato con “l’Orchestra Sin- fonica di Perugia e dell’Umbria”, l’Orchestra Sinfonica di Terni; l’Orchestra Opera Oggi di Roma e l’Orchestra del Titanio di San Mari- no. Attualmente è Prima Tromba e Tromba solista dell’ Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro, con la quale, oltre ad intrapren- dere dirette tv su Rai1, Canale5 e altre, ha partecipato a tournèe in Cina e Giappone. Francesco Marconi
  9. 9. Cristina Mazzavillani Muti, il Maestro Muti e Rosario Tassinari Sindaca di Rocca, Premio Internazionale Cappelli 2014. Intervento del Maestro Muti, Piazza di Rocca San Casciano, 2014.
  10. 10. Mstslav Rostropovich, Premio Internazionale Cappelli 2005, Barbican Theatre di Londra Al centro Jacques Baillon, direttore nazionale del teatro francese con gli associati, Premio Cappelli 2000, Parigi Vittorio Rossi, Jean Tiberi, Sindaco di Parigi e Michel Plasson, Premio Cappelli 2000, Hotel de Ville, Parigi
  11. 11. non trovo la foto dello spartito La Piazza Garibaldi, a pianta triangolare, è il cuore del paese; tracciata in epoca medievale è stata recen- temente ripavimentata in cotto toscano. Sulla Piazza si erge il Palazzo Pretorio, centro nei secoli delle principali decisioni della Comunità, mentre sulla Torre sovrastante un orologio in maiolica della fine del ‘500 ed una bella campana scandivano ore e annunci. La facciata è arricchita da una bella statua della Madon- na. Sempre in Piazza sorge la Chiesa del Suffragio, costruita dopo il terribile terremoto del 1661. Dopo un periodo di abbandono è stata completamente restaurata ed è attualmente sede espositiva di note- voli opere d’arte. La facciata è decorata con un’opera in cotto eseguita e donata dal concittadino Giusep- pe Frattagli, mentre l’ampia finestra della facciata è arricchita da una bella vetrata colorata, raffigurante SanCassiano,donatadalconcittadinoFrancoAssirelli. All’interno troviamo importanti capolavori, tra questi un tondo in terracotta invetriata di scuola Robbiana del XVI sec., proveniente dall’Abazia di San Donnino, una bella Trinità di Giovanni Stradano del XVI sec., un Crocifisso ligneo del XV sec. proveniente dalla Chiesa di Calbola e un bassorilievo romanico in marmo che si dice rappresenti l’abbraccio dei santi Donnino ed Elle- ro. Nelle pareti laterali al centro della Chiesa una Via Crucis (xilografie acquerellate) risalenti alla fine del seicento, opera del pittore A. Zatta e dell’incisore D. Valdesi. L’affresco sul soffitto del presbiterio raffigura laSantaTrinità.Laterracottarobbianaeilbassorilievo provengono dall’Abbazia di S. Donnino, eretta su un colle a 488 metri s.l.m. a sud-est di Rocca San Ca- sciano; fu una delle più antiche e potenti abbazie della Romagna-Toscana. Nella Chiesa di S. Maria delle Lacrime è venerata la Madonna delle Lacrime, bella terracotta dipinta del 1500, recentemente restaurata: l’immagine è ritenuta miracolosa. Da vedere anche un Crocifisso ligneo del XIV sec. di matrice fiorentina, che rimaseintattodopointerribileterremoto,eunbelfonte battesimale in marmo datato 1450. In via Mazzini è da visitarelachiesadelconventofrancescano.Sipossono ammiraregliaffreschisullavoltaeilcoroligneo.Invia IV novembre sorge la chiesina dei Caduti. Nelle Carceri Medicee in via del Buginello si può ammirare una bella mostradipietredure.Risaleal1600circailPonteVec- chio,aduearchi,originariamentea“schienad’asino”.In via Saffi s’affaccia il Teatro Comunale: fu ricostruito intorno al 1930 dove era il teatro ottocentesco proget- tato dall’ing. Francesco Traversari che ospitava anche l’Accademia dei Riconoscenti. Il paese è sovrastato dai resti della Rocca, antica fortificazione anch’essa danneggiata dai frequenti terremoti. L’ombroso Parco pubblico Carlo Alberto Cappelli è luogo di ritrovo e di passeggio: apparteneva all’antico e adiacente Con- vento dei Frati Francescani. Nelle immagini: Tondo di Andrea della Robbia 1435- 1525, Jan Van der Straet 1523-1605. Rocca San Casciano, da vedere
  12. 12. LA BOTTEGA DEL RESTAURO di Marco Laghi Con il contributo della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna ORARIO CONTINUATO DAL LUNEDI' AL SABATO DOMENICA DALLE 8:30 ALLE 12:30 Viale del Lavoro, 23 Rocca San Casciano Trasporti

×