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Cambiamento strutturale della manifattura in Lombardia
e Toscana: l'effetto della grande recessione su modelli
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Caratterizzazione e dinamica strutturale (quote sul v.a.)
Nel 1995 la quota di valore aggiunto
proveniente dall’industria ...
Struttura della manifattura (quote sul v.a.)
Macchinari Macchinari
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Metallurgia
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Le imprese lombarde sono più
grandi in quasi tutti i settori
economici con differenze a
volte molto significative, ad es.
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Fonte: Istat, SCI-PMI
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(da 39,3 a 53,1%).
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• Bassa produttività del made in Italy (escl. Alimentari e Bevande).
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Scomposizione differenze del valore aggiunto
𝑌𝑡𝑇 − 𝑌𝑡𝐿 = 𝑌 𝑡−1 𝑇
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Cambiamento strutturale della manifattura in Lombardia e Toscana: l'effetto della grande recessione su modelli produttivi diversi | Tommaso Rondinella, Sabina Giampaolo, Alessandro Valentini

MILeS2015 | Milano - Impresa, Lavoro e Società 2015

Lombardia e Toscana sono regioni con una forte tradizione manifatturiera ma con specializzazioni settoriali diverse. In Lombardia il contributo principale alla formazione del valore aggiunto manifatturiero proviene dall’elettronica, i macchinari e la metallurgia; in Toscana dal tessile e l’abbigliamento e in misura minore dall’elettronica e macchinari. Il lavoro presenta un’analisi comparativa dell’andamento del comparto manifatturiero e dei relativi settori nelle due regioni al fine di indagare come la diversa struttura produttiva e specializzazione abbia contribuito alla performance produttiva e ad un aggiustamento strutturale negli anni, in particolare a seguito della grande recessione del 2008-2009. Dove le differenze di performance non sono attribuibili alla specializzazione produttiva, si individuano i fattori considerati determinanti, come la dimensione d’impresa, la produttività del lavoro, le caratteristiche del capitale umano. Al fine di rappresentare sinteticamente tale analisi, il lavoro propone anche una scomposizione della crescita del valore aggiunto in una componente strutturale ed una componente congiunturale per il complesso del settore manifatturiero.

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Cambiamento strutturale della manifattura in Lombardia e Toscana: l'effetto della grande recessione su modelli produttivi diversi | Tommaso Rondinella, Sabina Giampaolo, Alessandro Valentini

  1. 1. Cambiamento strutturale della manifattura in Lombardia e Toscana: l'effetto della grande recessione su modelli produttivi diversi Tommaso Rondinella, Sabina Giampaolo, Alessandro Valentini Ufficio territoriale per la Toscana e l’Umbria | Istat ISTAT | MILeS2015 | Milano - Impresa, Lavoro e Società 2015 Milano | 2 ottobre 2015 | Camera di Commercio di Milano - Sala Consiglio In collaborazione con:
  2. 2. Caratterizzazione e dinamica strutturale (quote sul v.a.) Nel 1995 la quota di valore aggiunto proveniente dall’industria escl. costruzioni era del 30,8% in Lombardia, del 28,0 in Toscana e del 23,9 in Italia. Quasi venti anni dopo tutti i territori hanno subito una progressiva terziarizzazione dell’economia: nel 2013 la quota lombarda è del 22%, la toscana del 18,7, l’italiana del 18,1. La crisi del 2008 ha prodotto un’accelerazione di questo processo, soprattutto in Toscana. Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Conti economici territoriali Industria Toscana Servizi Toscana
  3. 3. Struttura della manifattura (quote sul v.a.) Macchinari Macchinari Prodotti in metallo Metallurgia Elettrodomestici Gomma/plastica Farmaceutica Chimica Alimentare Prodotti in metallo Pelle Abbigliamento Tessile Alimentare Minerali n.m. Fonte: Istat, SCI-PMI
  4. 4. Le imprese lombarde sono più grandi in quasi tutti i settori economici con differenze a volte molto significative, ad es. Manifattura + 47,5% Commercio +22,8% Servizi alle imprese +35,7% Le dimensioni d’impresa Dimensione media delle Unità locali nella Manifattura - Addetti Fonte: Istat, SCI-PMI Lombardia Toscana diff. % Lom/Tos Lombardia Toscana B - Estrazione 15,1 6,9 120,3 12,1 6,3 C - Manifattura 9,8 6,6 47,5 -1,1 -0,9 D - Energia 7,4 9,5 -22,0 -57,6 -57,0 E - Acqua e rifiuti 12,4 14,4 -13,5 9,9 3,4 F - Costruzioni 2,7 2,3 14,4 -7,6 -9,6 G - Commercio 3,4 2,7 22,8 1,8 0,2 H - Trasporto e magazzinaggio 7,0 6,5 8,0 6,3 3,7 I - Alloggio e ristorazione 4,3 4,1 6,1 3,6 -2,4 J - Informazione e comunicazione 5,2 3,8 38,4 1,3 4,9 L - Immobiliare 1,1 1,3 -11,5 -26,6 -15,7 M - Attività professionali 1,9 1,6 21,1 -4,6 -3,3 N - Servizi alle imprese 7,4 5,5 35,7 15,6 3,8 P - Istruzione 2,9 2,9 -0,2 1,2 4,6 Q - Sanità 2,7 2,6 6,2 4,6 -2,6 R - Intrattenimento 2,2 2,6 -15,2 -3,6 4,7 S - Altri servizi 2,3 2,3 -1,6 5,1 4,1 Dim 2012 2007-2012 % Attraverso la crisi, la manifattura vede diminuire la dimensione media di circa l’1% in entrambe le regioni. Max Lombardia nel 2010, Max Toscana nel 2009 Dimensione media delle Unità locali - Addetti
  5. 5. Le dimensioni d’impresa - Manifattura Fonte: Istat, SCI-PMI DimensionemediadelleUnitàlocali– 2012Variazionipercentuali 2012/2007
  6. 6. La Lombardia mostra un andamento migliore rispetto alla Toscana e alla media nazionale, in particolare durante gli anni della crisi e nel comparto dei servizi. In Toscana il settore dei servizi mostra minore dinamismo e il v.a. soffre del debole contributo della manifattura che subisce una prima rilevante crisi già nel 2002- 2003, dove si perde quanto guadagnato alla fine degli anni ‘90. Dinamica del valore aggiunto Valore aggiunto a prezzi costanti, 1995=100 Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Conti economici territoriali Totaleattività economiche ManifatturaServizi
  7. 7. Il vantaggio lombardo si deve alla buona performance dei Servizi in particolare nel 2008 (in grado di compensare il rallentamento della manifattura allo scoppio della crisi) e nel 2010. Mentre il 2009 presenta un contributo negativo di manifattura, servizi e costruzioni. Dinamica del valore aggiunto Contributi alla crescita del valore aggiunto Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Conti economici territoriali La performance dei servizi toscani è invece positiva nel 2009, limitando la forte caduta manifatturiera, energetica ed edile.
  8. 8. La manifattura lombarda soffre nel ’99 la caduta del tessile/abbigliamento e dell’elettronica, che però è trainante nel 2004 in un contesto di variazioni minime. La ripresa del 2006/07 è trainata dalla metallurgia. La crisi 2008/09 e il rimbalzo 2010 vedono un movimento sincrono in tutti i settori. La manifattura toscana è meno equilibrata e in balia delle alterne vicende del settore tessile (vd 1999, 2000, 2002, 2011). Il rimbalzo 2010 non è generalizzato come in Lombardia (e nella media Italia): nonostante l’ottima performance di Elettronica e Tessile – molto caduti nel 2009- continuano a frenare Alimentari, Chimica, Plastica, Mezzi di trasporto e Mobili. Dinamica del valore aggiunto manifatturiero Contributi alla crescita del valore aggiunto manifatturiero Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Conti economici territoriali
  9. 9. Lombardia e Toscana rappresentano la prima e la quinta regione per valore di prodotti manifatturieri esportati all’estero. Esportazioni Quota delle esportazioni nazionali - 2013. Fonte: Istat, SCI-PMI e Statistiche sul commercio con l’estero Esportazionidimerci, 2000-2015 • Il valore delle esportazioni lombarde è circa 3-4 volte superiore; • nel medio periodo mostrano una performance simile; • Le esportazioni toscane mostrano aggiustamenti più vistosi. • La recessione del 2009 è più profonda in Lombardia, che però nel 2013 si mantiene in terreno positivo.
  10. 10. La Toscana ha incrementato fortemente la propensione all’export attraverso la crisi (da 39,3 a 53,1%). La Lombardia solo leggermente (da 37,2 a 39,7). Propensione all’esportazione (export/fatturato) Export su fatturato, anni 2008-2012 Fonte: Istat, SCI-PMI e Statistiche sul commercio con l’estero Export su fatturato, totale 2008-2012
  11. 11. La Lombardia segna livelli di produttività più alti in tutti i settori sia dell’industria che dei servizi. Attraverso la crisi la produttività cresce quasi ovunque con eccezione di Costruzioni e Attività professionali. Il divario aumenta nel Commercio e i Trasporti; Si riduce per Comunicazioni, Costruzioni, Energia e Manifattura. Produttività a confronto: tutti i settori Crescita della produttività per addetto 2008-2012. Fonte: Istat, SCI-PMI Valore aggiunto per addetto – migliaia di euro. 2012 (escl . Estrazioni ed energia)
  12. 12. • Bassa produttività del made in Italy (escl. Alimentari e Bevande). • Eccezioni di alta produttività toscana nei Macchinari e l’Elettronica. • Maggiore aumento della produttività toscana attraverso la crisi (i.e. crollo degli occupati). Produttività a confronto: la manifattura Crescita della produttività per addetto 2008-2012. Fonte: Istat, Rapporto competitività: Rilevazione sulle piccole e medie imprese; Rilevazione sul sistema dei conti delle imprese Valore aggiunto per addetto, 2012 MadeinItaly
  13. 13. 13 Alcune scomposizioni per l’analisi
  14. 14. Scomposizione differenze del valore aggiunto 𝑌𝑡𝑇 − 𝑌𝑡𝐿 = 𝑌 𝑡−1 𝑇 𝑠 𝑠 𝑔𝑡𝑇 𝑠 − 𝑔𝑡𝐿 𝑠 + 𝑔𝑡𝐿 𝑠 𝑠 𝑌 𝑡−1 𝑇 𝑠 − 𝑌 𝑡−1 𝐿 𝑠 Componente congiunturale Componente strutturale Dove Y: Valore aggiunto q: Quota di v.a. sul totale s: Settore t: Periodo T: Toscana L: Lombardia 𝑆𝑒 𝑌0𝑇 = 𝑌0𝐿 = 1 𝑜 100 𝑛𝑒𝑙 𝑐𝑎𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑐𝑒 1995 = 100 , 𝐶𝑜𝑚𝑝. 𝑐𝑜𝑛𝑔𝑖𝑢𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 = 𝑞0𝑇 𝑠 𝑠 𝑔𝑖𝑇 𝑠 𝑡−1 𝑖 𝑔𝑡𝑇 𝑠 − 𝑔𝑡𝐿 𝑠 𝐶𝑜𝑚𝑝. 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑡𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 = 𝑔𝑡𝐿 𝑠 𝑠 𝑞0𝑇 𝑠 𝑔𝑖𝑇 𝑠 𝑡−1 𝑖 − 𝑞0𝐿 𝑠 𝑔𝑖𝐿 𝑠 𝑡−1 𝑖
  15. 15. Isolando le variazioni legate alla componente strutturale (parità di tassi di crescita ma pesi diversi dei settori) e alla componente congiunturale (crescite diverse per lo stesso settore- «effetto bravura?») si nota che: • gli effetti congiunturali caratterizzano le variazioni di trend, ma • gli effetti strutturali spiegano gran parte della differenza. Differenza di V.A. = effetto struttura + effetto congiuntura Valore aggiunto della MANIFATTURA e sue componenti. Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Conti economici territoriali
  16. 16. La manifattura Toscana con la composizione lombarda e i tassi di crescita settoriali originali, mostrerebbe un andamento decisamente migliore (anche della «Lombardia originale»), mentre la Lombardia non potrebbe riportare il v.a. ai livelli del 1995. Valore aggiunto MANIFATTURA a strutture invertite Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Conti economici territoriali Differenze in migliaia di euro (fake-originale) Indici 1995=100 (originale e fake) Per la Lombardia, si riduce il peso di settori a crescita più elevata e viceversa: Metallurgia: w dal 5% al 2% ĝ: +2,4% Elettronica: w dal 5% al 4% ĝ: +2,4% Tessile: w dal 4% al 7% ĝ: -2,0%
  17. 17. Pre-crisi. In Lombardia aumento di produttività sostenuto (6.8%) e input di lavoro in lieve flessione (-2.3% le ore lavorate). In Toscana la crescita della produttività è molto minore e solo compensa la riduzione di ore lavorate. Crisi. L’impatto sulla manifattura toscana è molto più violento: la produttività aumenta di oltre l’8% in entrambe le regioni ma l’aggiustamento in termini di input di lavoro (sia in termini di ore che di occupati) è molto più consistente in Toscana. Siamo in presenza di un cambiamento strutturale? V.A. = produttività + input di lavoro + mix MANIFATTURA Valore aggiunto Produttività oraria Ore lavorate Occupati Ore x Occupato MIX 2000-2008 Italia 3,8 6,6 -2,6 -0,5 -0,5 -0,2 Lombardia 4,4 6,8 -2,3 0,1 0,1 -0,2 Toscana 0,1 2,3 -2,1 -0,3 -0,3 0,0 2008-2011 Italia -8,6 5,6 -13,4 -9,1 -4,7 -0,7 Lombardia -4,8 8,4 -12,2 -8,3 -4,2 -1,0 Toscana -13,7 8,8 -20,7 -16,1 -5,5 -1,8 Scomposizione del valore aggiunto – variazioni percentuali Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Conti economici territoriali
  18. 18. Prima della crisi la crescita è spiegata in buona parte dalle variazioni di produttività (con alcune eccezioni). La crisi porta un forte aggiustamento dell’input di lavoro che in Lombardia è almeno parzialmente compensato dalla crescita di produttività: completamente per Alimentari, Carta e Metallurgia. V.A. = produttività + input di lavoro + mix Scomposizione del valore aggiunto – variazioni percentuali Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Conti economici territoriali
  19. 19. Nuove risorse qualificate Imprese attive con 3 e più addetti che hanno acquisito nuove risorse ad elevata qualifica professionale – 2011. I driver della produttività: istruzione e formazione Formazione professionale Imprese attive con 3-9 addetti che hanno svolto attività di formazione professionale – 2011. Imprenditori istruiti Imprese manifatturiere con 3-9 addetti con imprenditore/titolare quale responsabile della gestione e titolo di studio – 2011. Fonte: Istat, Censimenti economici 2011
  20. 20. Innovazione % imprese attive con 3-9 addetti che hanno introdotto innovazioni (Prodotto/servizio; processo; organizzativa; marketing)- 2011. I driver della produttività: Innovazione Fonte: Istat, Censimenti economici 2011 Ricambio generazionale imprese manifatturiere con 3-9 addetti interessate da ricambio generazionale- 2011.
  21. 21. Investimenti Le imprese Lombarde tendono ad investire più delle toscane, in particolare nei settori «pesanti» come macchinari e prodotti in metallo. Notevoli eccezioni sono nella metallurgia e la farmaceutica. I driver della produttività: Investimenti Fonte: Istat, SCI-PMI Investimenti per addetto nei settori manifatturieri (escl.Coke etc.) - Migliaia di euro - Media 2008-2012
  22. 22. Fatturato Retribuzioni Consumi Investimenti Arezzo -5,5 -14,2 -14,8 -0,8 Firenze -3,5 -3,3 -5,3 -8,8 Grosseto -5,1 -9,1 -6,1 -4,7 Livorno -6,1 -10,1 2,5 -11,9 Lucca -5,7 0,8 -8,7 41,3 Massa 3,1 4,2 -2,9 59,3 Pisa -4,4 -15,8 -2,5 3,7 Prato -9,7 -7,5 -10,6 3,3 Pistoia -0,9 2,5 -2,9 -11,9 Siena -2,0 3,8 -0,9 -3,1 Toscana -4,4 -5,1 -5,7 -1,9 Indicatori per territori – var. % 2014/13 Drill-in: la collaborazione con CNA e il progetto TREND Indicatori trimestrali per area vasta– 2013T1=100 Confronto con la manifattura totale Unità d’analisi: micro e della piccola impresa (fino a 10 addetti) attiva in costruzioni, settori tipici della manifattura toscana e un insieme significativo di servizi (escl. commercio e professioni).
  23. 23. La manifattura lombarda e quella toscana mostrano differenze significative in termini strutturali e di performance. Struttura: • Diversa specializzazione settoriale: industria pesante vs tessile/abbigliamento, • Diversa dimensione d’impresa. Performance: • Propensione all’esportazione più bassa ma stabile in Lombardia, • Maggiore volatilità del valore aggiunto toscano (dipendenza dalle alterne vicende del tessile), • Produttività toscana più bassa (minore istruzione, formazione, innovazione e investimenti). Effetto della crisi: La manifattura toscana, più fragile, vede: • riduzione della dimensione media (in linea con la Lombardia), • aggiustamento occupazionale maggiore, • rafforzamento relativo dei settori tradizionali in termini di quote di v.a., • crescita della propensione all’export, • aumento (permanente?) della produttività. Conclusioni
  24. 24. Sessione 3 | Regioni a confronto: Cambiamento strutturale della manifattura in Lombardia e Toscana: l'effetto della grande recessione su modelli produttivi diversi. Tommaso Rondinella, Sabina Giampaolo, Alessandro Valentini Ufficio territoriale per la Toscana e l’Umbria | Istat MILeS2015 | Milano - Impresa, Lavoro e Società 2015 Milano | 2 ottobre 2015 | Camera di Commercio di Milano - Sala Consiglio Grazie per l’attenzione! rondinella@istat.it In collaborazione con:

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