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Iniziative di formazione a. s. 2013-2014 ( PRIMA FASE)
Progetti in rete Scuola Infanzia: Individuazione problematiche comu...
CONOSCERE lo SVILUPPO TIPICO

Per
- Effettuare una adeguata
programmazione didattica .
- Intervenire precocemente ed in ma...
Cos’è necessario osservare?
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Sviluppo psicomotorio
Sviluppo linguistico
Sviluppo cognitivo
Capacità relazionali e ...
Lo sviluppo motorio
• “I movimenti non sono un puro meccanismo, un
mezzo per ottenere qualcosa: le azioni motorie
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Lo sviluppo motorio
Fra i 3 e i 6 anni il bambino:
• Ha ormai raggiunto le competenze motorie
di base.
• Continua ad evolv...
Lo sviluppo motorio tipico
Motricità globale
• 3 ANNI: cammina sulla punta dei piedi dopo
esemplificazione,alterna i piedi...
Coordinazione oculo-manuale e
prassie ideomotorie
• 3 anni: costruisce una torre di 10 cubi, inserisce le
3 forme anche co...
Prassie ideomotorie
• A 5 anni: fa un nodo semplice, usa le forbici
seguendo una linea spezzata, infila le perle,
travasa ...
PRASSIE VIDEOCOSTRUTTIVE
• A 5 -6 anni:
• Riproduce su copia modelli con cubi e
bastoncini
• Riproduce su copia graficamen...
PRASSIE della VITA QUOTIDIANA
A 5- 6 anni
• Si veste e si sveste (abbigliamento semplice,
giacca)
• Usa forchetta e coltel...
LO SCHEMA CORPOREO
• A 3 anni: percepisce il corpo nella sua
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andature.
• A 4 anni: ...
LO SCHEMA CORPOREO
• A 5 anni:denomina su di sé, su un altro o su
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L’ORGANIZZAZIONE
PERCETTIVA
• A 3 anni: comincia l’associazione dei colori
fondamentali e delle forme.
• A 4 anni: associa...
L’ORGANIZZAZIONE PERCETTIVA
• A 6 anni:
• Denomina tutti i colori e li usa
appropriatamente nel disegno.
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L’Org. Spazio-temporale
• Il bambino conosce gradualmente lo spazio
secondo precise tappe:
• in riferimento al proprio cor...
L’organizzazione spaziale
• A 3-4 anni : sa copiare figure geometriche, non già
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L’ORGANIZZAZIONE SPAZIALE
• A 5 anni:
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L’organizzazione spaziale
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IL LINGUAGGIO
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Le principali tappe dello sviluppo del linguaggio.
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• Dai 18 ai 24 mesi: con 2-3 parole forma le
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Il LINGUAGGIO fra i 5 e i 6 anni
• Il bambino utilizza una frase
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CONSAPEVOLEZZA
FONOLOGICA
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Consapevolezza fonologica
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LA NARRAZIONE
• Non è possibile osservare questa abilità
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La narrazione
• Intorno ai 4 anni i bambini sembrano capire che una storia
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IL DISEGNO
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IL DISEGNO
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Lo sviluppo intellettivo
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modello mentale visuo spaziale....
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Sintomatologia
• Gravi difficoltà di coordinazione motoria
dovute a difficoltà cognitive
(il soggetto non è in grado di pi...
Rispetto alla Sindrome non verbale
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Mancano le carenze affettivo relazionali
Buoni risultati nelle prove percettiv...
Il ritardo psicomotorio e
intellettivo
• RITARDO PSICOMOTORIO: è una modalità
generica con cui si segnala il ritardo delle...
Il ritardo psicomotorio e
intellettivo
• RITARDO INTELLETTIVO ( o mentale): è una
condizione di interrotto o incompleto sv...
RITARDO MENTALE e Q.I.
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(Funzionamento cognitivo limite)
• buone autonomie operative e pratiche ma con
difficoltà in compiti com...
I disturbi del comportamento
1- Difficoltà di adattamento al nuovo
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I disturbi del comportamento
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I disturbi del comportamento

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Particolarmente preoccupante è la
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Difficoltà ne...
I disturbi del comportamento
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Deficit dell’attenzione e
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passa frequentemente da un’attività
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Deficit dell’attenzione e
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Eziologia dei disturbi
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  1. 1. Iniziative di formazione a. s. 2013-2014 ( PRIMA FASE) Progetti in rete Scuola Infanzia: Individuazione problematiche comunicativo-linguistiche. Scuola Primaria: Individuazione precoce di difficoltà relative alle abilità di letto-scrittura- Interventi pedagogico-didattici mirati” a. s. 2013-2014 Il bambino tra i 3 e i 6 anni Sviluppo tipico e atipico 5 dicembre 2013 . Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  2. 2. CONOSCERE lo SVILUPPO TIPICO Per - Effettuare una adeguata programmazione didattica . - Intervenire precocemente ed in maniera idonea in caso di difficoltà dello sviluppo Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  3. 3. Cos’è necessario osservare? • • • • Sviluppo psicomotorio Sviluppo linguistico Sviluppo cognitivo Capacità relazionali e di socializzazione Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  4. 4. Lo sviluppo motorio • “I movimenti non sono un puro meccanismo, un mezzo per ottenere qualcosa: le azioni motorie esercitano un ruolo importante nella formazione della mente, condizionano l’apprendimento e sono alla base del linguaggio … sviluppano infatti la logica mentale, sono alla base dei rapporti causa effetto, della concatenazione dei diversi anelli che formano la catena del pensiero” (Alberto Oliverio) Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  5. 5. Lo sviluppo motorio Fra i 3 e i 6 anni il bambino: • Ha ormai raggiunto le competenze motorie di base. • Continua ad evolvere quanto ad equilibrio e coordinazione globale e fine. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  6. 6. Lo sviluppo motorio tipico Motricità globale • 3 ANNI: cammina sulla punta dei piedi dopo esemplificazione,alterna i piedi salendo le scale, tenta di stare in equilibrio su un piede. • 4 ANNI: riesce a stare su un piede per alcuni secondi (2”), fa 6-7 saltelli di seguito o un ampio salto correndo o da fermo. Esibisce la propria motricità. • 5-6 ANNI:salta una corda a piedi uniti a 20 cm da terra, saltella su un piede e alternando i piedi, sta in equilibrio su un piede per più tempo (8”), scende con disinvoltura le scale, sta a piedi uniti sulle punte per 10”. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  7. 7. Coordinazione oculo-manuale e prassie ideomotorie • 3 anni: costruisce una torre di 10 cubi, inserisce le 3 forme anche con rotazione della tavoletta dopo vari tentativi, tiene la matita come l’adulto. • 4 anni: infila grosse perle, piega un pezzo di carta in 3 modi diversi(vert.,orizz.,diag.), segue un tracciato grafico dopo esemplificazione rispettando la direzione. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  8. 8. Prassie ideomotorie • A 5 anni: fa un nodo semplice, usa le forbici seguendo una linea spezzata, infila le perle, travasa perline con un cucchiaino, sa avvitare e svitare, avvolge un nastro, fa incastri piani. • A 6 anni: sa usare le forbici per ritagliare un quadrato, usa lo scotch, esegue incastri con diversi orientamenti. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  9. 9. PRASSIE VIDEOCOSTRUTTIVE • A 5 -6 anni: • Riproduce su copia modelli con cubi e bastoncini • Riproduce su copia graficamente modelli grafici Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  10. 10. PRASSIE della VITA QUOTIDIANA A 5- 6 anni • Si veste e si sveste (abbigliamento semplice, giacca) • Usa forchetta e coltello quasi bene • Sa pettinarsi abbastanza bene • Si lava faccia e mani • Conosce il suo indirizzo ( 3 informazioni). Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  11. 11. LO SCHEMA CORPOREO • A 3 anni: percepisce il corpo nella sua globalità con le principali posture ed andature. • A 4 anni: su comando verbale tocca almeno 10 delle parti principali del corpo. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  12. 12. LO SCHEMA CORPOREO • A 5 anni:denomina su di sé, su un altro o su un’immagine le principali parti del corpo e molti particolari fini ( es. mento, guancia, fronte). • Imita gesti e posture • Disegna la figura umana completa, chiara la distinzione fra maschio e femmina • A 6 anni : aumenta il numero dei particolari fini che denomina. Comincia a conoscere destra e sinistra su di sé. • Nel disegno i particolari vengono meglio rappresentati. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  13. 13. L’ORGANIZZAZIONE PERCETTIVA • A 3 anni: comincia l’associazione dei colori fondamentali e delle forme. • A 4 anni: associa colori anche derivati e comincia la denominazione di colori e forme. • A 5 anni:denomina esattamente i colori e comincia ad utilizzarli appropriatamente nel disegno.Riconosce forme geometriche semplici e le rappresenta graficamente. Seriazione di 5 elementi. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  14. 14. L’ORGANIZZAZIONE PERCETTIVA • A 6 anni: • Denomina tutti i colori e li usa appropriatamente nel disegno. • Rappresenta graficamente figure geometriche semplici • E’ capace di seriare 6 elementi. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  15. 15. L’Org. Spazio-temporale • Il bambino conosce gradualmente lo spazio secondo precise tappe: • in riferimento al proprio corpo • conoscendo i rapporti topologici degli oggetti fra loro ( dentro-fuori, soprasotto,davanti- dietro, vicino-lontano) • conoscendo lo spazio rappresentato Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  16. 16. L’organizzazione spaziale • A 3-4 anni : sa copiare figure geometriche, non già rispettando angoli e dati, ma riproducendo i rapporti topologici che li contraddistinguono (vicinanza , separazione, inclusione di una figura nell’altra). • Dopo i 4 anni: differenzia le diverse figure geometriche sulla base delle dimensioni relative dei lati e degli angoli. • Comincia a conoscere e rispettare i rapporti euclidei ( distanza reale fra i vari punti di una figura) e persino prospettici. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  17. 17. L’ORGANIZZAZIONE SPAZIALE • A 5 anni: • • • • • Cammina e corre evitando gli ostacoli Sa collocarsi spazialmente rispetto ad un oggetto Sa collocare spazialmente gli oggetti fra loro Riconosce su illustrazioni rapporti spaziali Discrimina lunghezza, altezza, grandezza diversa fra 2-3 oggetti • Memory di 6 pezzi • Puzzle semplici Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  18. 18. L’organizzazione spaziale • A 6 anni: • Cammina e corre seguendo un ritmo spontaneo o richiesto • Sa fermarsi ad un segnale • La nozione di spazio diventa più ampia. Descrive luoghi familiari • Nozioni topologiche: c’è la rappresentazione grafica • Memory di 8 pezzi. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  19. 19. L’ORGANIZZAZIONE TEMPORALE • • • • • • • • A 4 anni: Esegue 2 azioni in successione Ha il concetto di prima-dopo A 5 anni: Usa adeguatamente i termini “ adesso, prima, dopo” A 6 anni: Conosce i giorni della settimana Conosce il significato di “ieri, oggi, domani” Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  20. 20. IL LINGUAGGIO • • • • Le principali tappe dello sviluppo del linguaggio. Dalla nascita ai 2-3 mesi: utilizza il pianto differenziandolo sempre di più. Dai 4 mesi ai 6/7 mesi: vocalizza, inizia la lallazione. Dagli 8 ai 12 mesi: la lallazione si arricchisce, utilizza i suoni onomatopeici. Dai 12 ai 18 mesi: compaiono le prime parole, comincia ad utilizzare la parola-frase. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  21. 21. • Dai 18 ai 24 mesi: con 2-3 parole forma le prime frasi contratte. • Dai 2 ai 3 anni: struttura la frase semplice e l’arricchisce, differenzia singolare e plurale, usa gli aggettivi. • Dai 3 ai 4 anni utilizza la frase completa. • Dai 4 ai 6 anni: la frase è completa, corretta e sempre più ricca nei modi di espressione. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  22. 22. Il LINGUAGGIO fra i 5 e i 6 anni • Il bambino utilizza una frase completa,corretta e sempre più ricca. • Comincia ad avere una buona consapevolezza fonologica. • Sa raccontare una storia. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  23. 23. CONSAPEVOLEZZA FONOLOGICA • Capacità di percepire/riconoscere per via uditiva i fonemi che compongono le parole del linguaggio parlato. • Saper operare delle trasformazioni con gli stessi. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  24. 24. Consapevolezza fonologica • • • • A 5 anni: Divide la parola in sillabe Riconosce un maggior numero di fonemi Identifica alcune lettere nella scrittura Sente le rime e le riproduce. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  25. 25. Consapevolezza fonologica • • • • 5-6 anni: Tra più parole o immagini trova quelle che iniziano con la stessa sillaba Identifica e pronuncia la sillaba o il suono iniziale di una parola Conta il numero di sillabe e fonemi di una parola semplice Opera la fusione di due fonemi per formare una sillaba (a circa 6 anni). Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  26. 26. LA NARRAZIONE • Non è possibile osservare questa abilità prima dei 3 anni quando il racconto non è però ancora una vera narrazione: è rispettato l’ordine temporale, ma all’interno di sequenze di brevi frasi non sono esplicitati i luoghi, il modo in cui avvengono le relazioni e i personaggi che le svolgono. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  27. 27. La narrazione • Intorno ai 4 anni i bambini sembrano capire che una storia è interessante perché al suo interno il protagonista deve fronteggiare e risolvere una situazione problematica ma non sono ancora in grado di esprimere i suoi stati interni. • A 5 anni i bambini sono finalmente in grado di raccontare le sequenze di azioni esplicitando lo scopo cui sono dirette e costruiscono storie complesse e coerenti Permette di valutare oltre agli aspetti specificatamente linguistici, anche aspetti più complessi come la coerenza narrativa e il livello di informazioni che è necessario trasmettere. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  28. 28. IL DISEGNO • Più che un’abilità unitaria è un SISTEMA COMPLESSO che implica abilità motorie, immaginazione,memoria,significati, percezione, rappresentazioni affettive. • Il deficit di una di queste abilità può dare un deficit nell’abilità grafica. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  29. 29. IL DISEGNO A 3 anni: il bambino disegna forme poco riconoscibili ma che denomina (intenzionalità rappresentativa).Copia il cerchio e la croce. Inizia a rappresentare la figura umana. KELLOG (1960): Fase dei DIAGRAMMI (circa 3 anni):mette insieme più figure (es. sole). COMBINAZIONE di DIAGRAMMI (3-4anni) Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  30. 30. IL DISEGNO KELLOG (1960) Fase PITTORICA ( 4 anni): cerca di dare un significato a quello che ha disegnato. DISEGNI COMPLESSI ( 4-5 anni):inizia la capacità di elaborare disegni complessi che indicano pensieri, sentimenti, preoccupazioni. Le dimensioni e la collocazione sul foglio ci dicono cosa per il bambino è più importante . Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  31. 31. IL DISEGNO PIAGET (1947): ipotizza che il disegno corrisponda allo sviluppo dei rapporti spaziali 2 anni: inizia a rappresentare immagini mentali di oggetti ed eventi ( simbolismo). Raffigura solo il suo punto di vista ( egocentrismo). 4 anni: inizia a rappresentare i rapporti topologici fra le parti di una figura 4-7 anni: il bambino rappresenta rapporti spaziali che rimangono invariati anche con lo spostamento o la rotazione delle figure. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  32. 32. IL DISEGNO LUQUET (1964): REALISMO MANCATO (3-5 anni): Il bambino decide cosa vuole rappresentare ma spesso produce disegni per lui insoddisfacenti ( difficoltà nel tracciare contorni accurati, trascura particolari importanti o li colloca in posti sbagliati), riformula così le intenzioni man mano che il disegno procede. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  33. 33. IL DISEGNO LUQUET(1964): REALISMO INTELLETTUALE (5 - 7/8 anni) Il bambino esegue disegni somiglianti alla realtà ma disegna le cose non come le vede ma come le conosce. Non si preoccupa della prospettiva. Rappresenta elementi che nella realtà non si dovrebbero vedere ( es. casa con oggetti interni ad essa). Può rappresentare più momenti di una storia. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  34. 34. Lo sviluppo intellettivo • Piaget: lo sviluppo mentale è un processo attivo e dinamico e la condotta intelligente è espressione della ricerca di un equilibrio funzionale fra l’individuo e l’ambiente. • Ha suddiviso lo sviluppo cognitivo del b. in 5 fasi • Fase senso-motoria • Fase pre-concettuale • Fase del pensiero intuitivo • Fase delle operazioni concrete • Fase delle operazioni formali Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  35. 35. Lo sviluppo intellettivo • Fase pre-concettuale: va dai 2 ai 4 anni. L’atteggiamento fondamentale del bambino è ancora di tipo egocentrico in quanto non conosce alternative alla realtà che personalmente sperimenta. Crede che tutti la pensino come lui e che capiscano i suoi desideri e pensieri senza sforzarsi di farsi capire. • Il linguaggio diventa molto importante perché impara ad associare alcune parole ad oggetti e azioni. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  36. 36. Lo sviluppo intellettivo • Per lui tutto è gioco: addirittura ripete in forma di gioco le azioni reali che sperimenta (ad es. per lui è un gioco vestirsi e svestirsi). • Imita, anche se in maniera generica, tutte le persone che gli sono vicine: le idealizza perché sa che si prendono cura di lui. Impara a comportarsi come gli adulti vogliono, prima ancora di aver compreso il concetto di obbedienza. • Non è neppure capace di relazionare i concetti di tempo, spazio, causa. Il suo ragionamento non è né deduttivo (dal generale al particolare), né induttivo (dal particolare al generale), ma transduttivo o analogico (dal particolare al particolare) Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  37. 37. Lo sviluppo intellettivo • Fase del pensiero intuitivo: va dai 4 ai 7 anni. • Aumenta la partecipazione e la socializzazione nella vita quotidiana, ciò lo obbliga a rivedere conoscenze precedenti mediante processi cognitivi di generalizzazione. • Il pensiero non è reversibile: riproduce mentalmente un avvenimento nell’unica direzione in cui l’avvenimento si è verificato. Non comprende l’invarianza della quantità al mutare delle condizioni percettive. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  38. 38. Lo sviluppo emotivo • PROCESSO di SEPARAZIONE-INDIVIDUAZIONE: a 3 anni il b. dovrebbe aver raggiunto la prima importante tappa di tale processo . Comincia a percepirsi come individuo separato dalla figura della madre con caratteristiche e desideri propri. • SVILUPPO dell’AUTONOMIA: la maturità emotiva raggiunta permette al bambino di affrontare nuove importanti autonomie come quelle legate all’ingresso nella scuola dell’infanzia. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  39. 39. La socializzazione • SOCIALIZZAZIONE: con l’ingresso alla scuola dell’infanzia inizia il primo contatto in autonomia con il mondo extrafamiliare e l’interazione col gruppo dei pari. • Il bambino sviluppa gradualmente la sua capacità di cooperazione e di collaborazione con i coetanei. • Apprende gradualmente a controllare i propri impulsi e a regolare il suo comportamento secondo norme condivise. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  40. 40. La socializzazione • INTERAZIONE nel GRUPPO: è graduale e si sviluppa dai 2 ai 6 anni. il gruppo di gioco è formato da pochi bambini (3-4), gradualmente si accettano più soluzioni pur di non rimanere soli. Nel gruppo il b. esprime le sue capacità, la sua affettività, si confronta con gli altri, assume le sue reponsabilità, assume un ruolo sociale. Il gruppo assume un carattere normativo e disciplinare: apprende certi comportamenti e inibisce alcuni impulsi. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  41. 41. Sviluppo atipico • L’osservazione attenta del bambino nei vari momenti di vita nella scuola dell’infanzia permette di cogliere l’atipicità di comportamenti e apprendimenti. Ciò consente di: --- avviare stimolazioni adeguate al superamento del problema --- in caso di persistenza o particolare gravità delle atipie chiedere una consultazione specialistica. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  42. 42. BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ( Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali - MIUR 27/12/ 12 ) L’area dei BES comprende 3 grandi sottocategorie: • Disabilità • Disturbi evolutivi specifici • Svantaggio socio-economico,linguistico, culturale Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  43. 43. Disturbi Evolutivi Specifici • • • • • Disturbi Specifici dell’Apprendimento Disturbi evolutivi specifici del linguaggio Disturbi specifici delle aree non verbali Deficit della coordinazione motoria Deficit dell’attenzione e iperattività Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  44. 44. Patologie al confine tra disabilità e disturbo evolutivo • Funzionamento intellettivo limite ( quadri borderline) • Gravi disturbi del comportamento Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  45. 45. I Disturbi Specifici dell’Apprendimento. LINEE GUIDA MIUR 17 Aprile 2013 : Linee guida per la predisposizione dei protocolli regionali per le attività d’individuazione precoce dei casi sospetti di DSA . La scuola ha il compito dell’individuazione precoce dei casi sospetti di DSA ( legge 8 Ottobre 2010) Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  46. 46. L’iter previsto si articola in 3 fasi: 1)Individuazione degli alunni che presentano difficoltà significative di lettura, scrittura o calcolo. 2)Attivazione di percorsi didattici mirati al recupero di tali difficoltà 3) Segnalazione dei soggetti “resistenti” all’intervento didattico Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  47. 47. INDICATORI di RISCHIO e PREVENZIONE dei DSA nella SCUOLA dell’INFANZIA Rischio Dislessia: gli indicatori più sensibili sono riferiti allo SVILUPPO del LINGUAGGIO ( capacità di comprensione ed espressione, alterazioni fonologiche significative, capacità percettivo- uditive, competenze di manipolazione consapevole dei suoni all’interno delle parole) Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  48. 48. Rischio Disortografia e Disgrafia: • Indicatori riferiti allo SVILUPPO LINGUISTICO • Maturazione delle COMPETENZE VISUOCOSTRUTTIVE • Maturazione delle COMPETENZE GRAFICHE Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  49. 49. Rischio Discalculia • Difficoltà nella rappresentazione delle quantità, nel loro confronto e manipolazione (aggiungere o sottrarre) • Difficoltà nella capacità di astrazione della numerosità Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  50. 50. DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI dell’ELOQUIO e del LINGUAGGIO • I DSL sono condizioni in cui l’acquisizione delle normali abilità linguistiche è disturbata sin dai primi stadi dello sviluppo (Definizione ICD -10) • DISTURBI SPECIFICI: i DSL non sono direttamente attribuibili a • alterazioni neurologiche o anomalie dei meccanismi fisiologici dell’eloquio • compromissioni sensoriali • ritardo mentale • fattori ambientali Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  51. 51. ICD-10 DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI dell’ELOQUIO e del LINGUAGGIO (F80) • F80.0 Disturbo specifico dell’articolazione dell’eloquio • F80.1 Disturbo del linguaggio espressivo • F80.2 Disturbo della comprensione del linguaggio Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  52. 52. DISTURBO SPECIFICO dell’ARTICOLAZIONE dell’ELOQUIO (F80.0) • E’ un disturbo evolutivo specifico in cui l’uso dei suoni verbali da parte del bambino è al di sotto del livello appropriato alla sua età mentale, ma in cui vi è un livello normale delle abilità linguistiche, per cui si osserva: • acquisizione dei suoni verbali ritardata • articolazione difettosa con omissioni, distorsioni o sostituzioni di suoni , incoerenze nell’associazione di suoni (pronunciati talvolta correttamente altre volte no) Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  53. 53. DISTURBO del LINGUAGGIO ESPRESSIVO (F 80.1) • E’ un disturbo evolutivo specifico in cui la capacità del bambino di esprimersi tramite il linguaggio è marcatamente al di sotto del livello appropriato alla sua età mentale, ma in cui la comprensione del linguaggio è nei limiti normali. • Vi possono essere o meno anomalie dell’articolazione. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  54. 54. Sintomatologia • notevole ritardo nello sviluppo linguistico (es. assenza di singole parole intorno ai 2 anni assenza di piccole frasi di almeno due parole intorno ai 3 anni) • limitato sviluppo del vocabolario in età successive • uso ripetitivo di parole generiche • difficoltà a selezionare le parole adeguate e le sostituzioni di parole • talvolta ritardo o anomalia nella produzione dei suoni verbali Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  55. 55. Sintomatologia • • • • • notevole ritardo nello sviluppo linguistico (es. assenza di singole parole intorno ai 2 anni assenza di piccole frasi di almeno due parole intorno ai 3 anni) limitato sviluppo del vocabolario in età successive uso ripetitivo di parole generiche difficoltà a selezionare le parole adeguate e le sostituzioni di parole talvolta ritardo o anomalia nella produzione dei suoni verbali Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  56. 56. DISTURBO della COMPRENSIONE del LINGUAGGIO (F 80.2) • E’ un disturbo evolutivo in cui la comprensione del linguaggio da parte del bambino è al di sotto del livello appropriato alla sua età mentale. • In quasi tutti i casi anche l’espressione verbale è marcatamente disturbata e son frequenti le anormalità nella produzione dei suoni verbali. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  57. 57. Sintomatologia • Significativo ritardo nella comprensione del linguaggio ad es. - incapacità di rispondere a nomi familiari nel primo anno di vita - incapacità di identificare almeno alcuni oggetti comuni entro i 18 mesi - incapacità di seguire istruzioni semplici e comuni entro i 2 anni - più avanti difficoltà a capire le strutture grammaticali (es frasi interrogative, negative, comparativi ecc.) - talvolta difficoltà a comprendere alcuni aspetti comunicativi del linguaggio (tono della voce ,gestualità) Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  58. 58. Diagnosi • La gravità del disturbo è significativamente oltre i limiti della normale variabilità • Non sono soddisfatti i criteri per le Sindromi da alterazione globale dello sviluppo psicologico dov’è in genere gravemente ritardato lo sviluppo del linguaggio (anomalie qualitative delle interazioni sociali e della comunicazione , repertorio limitato, stereotipato di interessi e attività Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  59. 59. Diagnosi • • • • Nei DSL più gravi possono essere presenti: ritardo nello sviluppo sociale ripetizione automatica di parole che non capiscono gamma ridotta di interessi Ma a differenza dei b. autistici: • Interazione sociale normale • gioco nella norma • comunicazione non verbale sufficientemente adeguata. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  60. 60. DISTURBI SPECIFICI NON VERBALI La Sindrome non verbale fu definita dal neuropsicologo canadese Rourke (1989) come "una tipologia di disordini caratterizzata da un forte divario, nel punteggio di QI, fra componenti verbali e non verbali" Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  61. 61. Disturbi specifici non verbali Caratteristiche 1- Problemi percettivi e tattili, riguardanti specialmente il lato sinistro del corpo : manca una buona elaborazione percettiva degli stimoli sensoriali. 2 - Problemi di coordinazione motoria. 3 - Deficit visuo-spaziali , soprattutto della memoria di lavoro in ambito visuo spaziale. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  62. 62. 4 - Problemi in compiti cognitivi ( es. mappe mentali, elaborazione corretta delle percezioni) e sociali ( gesti ed espressioni che accompagnano il discorso) di tipo non-verbale 5 - Buona memoria verbale meccanica 6 - Difficoltà in aritmetica e discreto successo in lettura e scrittura (con eccezione del grafismo ) Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  63. 63. 7 - Difficoltà di adattamento a nuove situazioni sociali : i soggetti amano le routines e le situazioni statiche 8 - Verbosità 9 - Deficit di giudizio sociale ( difficoltà ad interpretare adeguatamente le regole, a cogliere la pragmatica del discorso, sempre inadeguati al contesto) 10 - Discrepanza fra QI verbale (più alto) e QI di performance (più basso) Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  64. 64. Difficoltà scolastiche nelle sindromi non verbali • Difficoltà nel Disegno soprattutto geometrico e nell’incolonnamento dei numeri • Difficoltà a ricordare l’ordine spaziale nelle procedure di calcolo • Difficoltà nella rappresentazione dei problemi. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  65. 65. • Difficoltà nella rappresentazione dei testi descrittivi e argomentativi se richiedono un modello mentale visuo spaziale. • Iniziali difficoltà nella letto – scrittura che scompaiono però dopo la classe 3° mentre emergono in maniera più rilevante le difficoltà aritmetiche. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  66. 66. Disturbo non verbale di tipo motorio • ( Disprassia o Disturbo di sviluppo della funzione motoria o Disturbo specifico evolutivo della funzione motoria) • Queste denominazioni indicano che la componente coordinazione motoria non si è mai sviluppata in maniera adeguata Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  67. 67. Sintomatologia • Gravi difficoltà di coordinazione motoria dovute a difficoltà cognitive (il soggetto non è in grado di pianificare e immaginare i movimenti) Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  68. 68. Rispetto alla Sindrome non verbale • • • • Mancano le carenze affettivo relazionali Buoni risultati nelle prove percettive Difficoltà scolastiche non gravi Compromissione cognitiva non grave Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  69. 69. Il ritardo psicomotorio e intellettivo • RITARDO PSICOMOTORIO: è una modalità generica con cui si segnala il ritardo delle principali competenze psicomotorie (motricità,linguaggio, schema corporeo, org. percettiva, spazio-temporale, grafica ecc.). • Tale definizione viene usata soprattutto nei bambini più piccoli dove lo sviluppo delle competenze cognitive è più difficilmente valutabile. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  70. 70. Il ritardo psicomotorio e intellettivo • RITARDO INTELLETTIVO ( o mentale): è una condizione di interrotto o incompleto sviluppo psichico, caratterizzato soprattutto da compromissione delle abilità che si manifestano durante il periodo evolutivo e che contribuiscono al livello globale di intelligenza , cioè quelle cognitive, linguistiche, motorie e sociali (ICD 10). • E’ una definizione che prende in considerazione, nella valutazione dello sviluppo, competenze psicomotorie ma anche competenze più stettamente cognitive ( attenzione, memoria, astrazione, logica, capacità di apprendimento) e sociali. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  71. 71. RITARDO MENTALE e Q.I. • • • • • Livello cognitivo borderline R.M. lieve R.M. medio R.M. grave R.M. profondo Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile 70 - 85 50 - 69 35 - 49 20 - 34 < 20
  72. 72. QUADRO BORDERLINE (Funzionamento cognitivo limite) • buone autonomie operative e pratiche ma con difficoltà in compiti complessi che richiedono elaborazione e capacità di problem solving • linguaggio semplice, articolato, per lo più elencativo e narrativo • pensiero sintattico ma con difficoltà di sintesi ed astrazione; limitato accesso agli apprendimenti formalizzati • spesso sentimenti di bassa autostima; facile disimpegno Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  73. 73. I disturbi del comportamento 1- Difficoltà di adattamento al nuovo ambiente ed ansie di separazione: devono preoccupare quando si prolungano oltre il normale periodo di adattamento o si dimostrano particolarmente gravi. Possono accompagnarsi a somatizzazioni. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  74. 74. I disturbi del comportamento 2 -Tendenza all’isolamento ed al gioco solitario: possono non preoccupare durante l’adattamento diventano invece un elemento significativo in fasi successive o se il bambino non risponde agli stimoli a socializzare. • Importante in questo caso valutare le capacità comunicative del soggetto (verbali e non) e l’interesse per il gioco e l’ambiente. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  75. 75. I disturbi del comportamento • • • • Particolarmente preoccupante è la coesistenza fra i seguenti sintomi: Difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale, Presenza di stereotipie e ritualità eccessiva Comportamenti bizzarri Crisi di angoscia immotivata Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  76. 76. I disturbi del comportamento • Aggressività eccessiva,litigiosità,irritabilità indicative di disagio nella relazione con l’altro. • Difficoltà a rispettare le regole sociali e a cooperare. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  77. 77. Deficit dell’attenzione e iperattività • DEFICIT DELL’ATTENZIONE: Il bambino passa frequentemente da un’attività all’altra: non vengono portati a termine giochi e attività che richiedono un impegno cognitivo. • Se prolungato nel tempo può determinare ritardo nell’apprendimento. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  78. 78. Deficit dell’attenzione e iperattività • IPERATTIVITA’: notevole irrequietezza con movimento eccessivo e comportamenti come chiaccherare e far rumore esageratamente. • L’attività è eccessiva rispetto a quanto ci si attende in quella situazione da bambini della stessa età e di buona intelligenza. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  79. 79. Iperattività • I bambini iperattivi sono spesso imprudenti ed impulsivi, facili agli incidenti. • Le infrazioni sono dovute a mancanza di riflessione piuttosto che a deliberata disobbedienza. • I rapporti con gli adulti sono spesso disinibiti e con i coetanei sono talvolta difficoltosi. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  80. 80. Eziologia dei disturbi comportamentali • I disturbi comportamentali segnalati possono avere varie eziologie • Per la diagnosi differenziale è necessaria una valutazione effettuata da uno specialista a cui inviare il bambino in caso di persistenza e/o gravità dei sintomi. Dott.ssa Mara Lelli Neuropsichiatra Infantile
  • GiuseppeRandazzo10

    Feb. 6, 2020
  • YleniaBasti

    May. 29, 2018
  • ALESSANDRABESCHI1

    Sep. 6, 2016

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