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LO SPAZIO COMUNEProgetti di spazi pubblici e forme dipartecipazione
“Vivere insieme nel mondo significa essenzialmente cheesiste un mondo di cose tra coloro che lo hanno incomune, come un ta...
Stalker – Laboratorio darte urbanaE un soggetto collettivo che compie ricerche e azioni sulterritorio, con particolare att...
AraratE’ il centro socio-culturale curdo a Roma nato il 21 maggio1999, da un laboratorio Stalker con alcuni studenti della...
Ararat è nato con lidea di trasformare un confine in unospazio pubblico.Per confine si intende quellinsieme di distanze e ...
Una impenetrabile spirale di filo di ferro rappresenta da sempre ilconfine... E nostra intenzione proporre oggi una nuova ...
TRANSBORDERLINE Infrastruttura transfrontaliera abitabile di supporto alla libera circolazionedelle persone, Campo Boario ...
Osservatorio Nomade / ellelab, Abitare Corviale: Stile Libero, Roma, 2004
Savorengo Ker non è una casa per i Rom, ma è una casaper tutti. È un’idea abitativa che i Rom propongono per chioggi in It...
“Linteresse di questa casa non è tanto la casa in se,quanto il modo in cui è stata fatta. E stata fatta con unacollaborazi...
Zenobia, “Caro sindaco...”Le osservazioni dellebambine e dei bambini alnuovo PRG, Roma, 2003
Mappe percorsi casa-scuola
MAPPA DELLE EMOZIONI
Centro Sociale Forte Prenestino
Biblioteca Comunale
Ufficio del Piano Regolatore dei Bambini/e (PRB)
AQ architettura quotidiana, Mar dei piccoli, Taranto, 2003
Ampliamento scuola media Lombardi, Bari, ma0 / emmeazero, 2011
Lugar Especifico, Calaf, Spagna, 2A+P architettura, 2007
2TR con Gea Galluzzi, Orti di Fedro, Santa Fiora,Grosseto 2008
romalab laboratorio di ricerca sulla città curato da Marialuisa Palumbo e promosso da 2A+P, aQ, mattia darò, doppiomisto, ...
Il Metropoliz è l’ex salumificio Fiorucci, in via Prenestina 913 aRoma. Una fabbrica dismessa che si sviluppa su una vasta...
Il progetto Space Metropoliz nasce con l’intento di utilizzare ilcinema come strumento di aggregazione, di progettazione e...
Gli occupanti di una vecchia fabbrica dismessa decidono diabbandonare le barricate e di sfuggire una volta per tutte alle ...
Cliente:Municipalità diCopenhagenLuogo:Nørrebro, CopenhagenSuperficie del lotto:30.000 mq- 750 mlBudget:7,7 milioni di eur...
Superkilen è un parco urbano nel centro di Copenhagen.Nato in risposta a un bando indetto dal Comune edall’associazione Re...
“Rather than a public outreach process towards the lowestcommon denominator or a politically correct postrationalization o...
“Nella sensibilità antica laspetto della deprivazione dellaprivacy, indicato nella parola stessa, era consideratopredomina...
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Lo spazio comune

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Lecture about the design of public space. Works from Stalker, Ma0, 2A+P, 2Tr, Zenobia, Architettura Quotidiana, Lens+Ellelab

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Lo spazio comune

  1. 1. LO SPAZIO COMUNEProgetti di spazi pubblici e forme dipartecipazione
  2. 2. “Vivere insieme nel mondo significa essenzialmente cheesiste un mondo di cose tra coloro che lo hanno incomune, come un tavolo è posto tra quelli che vi siedonointorno; il mondo, come ogni in-fra [in-between], mette inrelazione e separa gli uomini allo stesso tempo.La sfera pubblica, in quanto mondo comune, ci riunisceinsieme e tuttavia ci impedisce, per così dire, di caderciaddosso a vicenda...”Hannah Arendt
  3. 3. Stalker – Laboratorio darte urbanaE un soggetto collettivo che compie ricerche e azioni sulterritorio, con particolare attenzione alle aree di margine eai vuoti urbani, spazi abbandonati o in via ditrasformazione. Tali indagini si sviluppano su diversi piani,attorno alla praticabilità, alla rappresentazione e alprogetto di questi spazi da noi chiamati Territori Attuali.STALKER è assieme custode, guida e artista dei territoriattuali, in queste sue molteplici vesti si dispone adaffrontare le apparenti insolubili contraddizioni attorno allapossibilità di salvaguardia tramite labbandono, dirappresentazione attraverso la percezione sensoriale, diprogetto dellinstabilità e della mutevolezza di quei luoghi.Manifesto 1995
  4. 4. AraratE’ il centro socio-culturale curdo a Roma nato il 21 maggio1999, da un laboratorio Stalker con alcuni studenti dellafacoltà di architettura di Reggio Calabria e realizzatoassieme alla comunità Curda di Roma, l’AssociazioneAzad, l’Osservatorio sui rifugiati e migranti e il VillaggioGlobale.Oggi è interamente gestito dalla comunità Curda e mentresopperisce alle carenze cittadine nell’accoglienza, da quisono passati centinaia di profughi, ha sviluppato unprogetto culturale teso alla conoscenza, alla divulgazione ealla promozione della cultura curda in Italia, nonchéall’interscambio con la cultura italiana.
  5. 5. Ararat è nato con lidea di trasformare un confine in unospazio pubblico.Per confine si intende quellinsieme di distanze e differenzeche ci dividono da chi arriva in città dopo essere statocostretto ad abbandonare il proprio Paese di provenienza.Tali distanze e differenze non trovano ancora in questa cittàluoghi dove dispiegarsi, restando perlopiù impercorribili. Perchi vive in città e necessariamente si confronta conlevidenza dei fenomeni dimmigrazione, non esiste unpercorso di avvicinamento, ci si ritrova sotto gli occhi lapresenza dellaltro senza aver coperto alcuna distanza neltentativo di avvicinarsi e di comprendere.LArarat è stato il primo passo verso lelaborazione alCampo Boario di uno spazio pubblico, incerto e dinamico,dove si possa, attraverso spazi e comportamenti conviviali,dascolto e di espressione, frequentare e abitare quelledistanze e quelle differenze.
  6. 6. Una impenetrabile spirale di filo di ferro rappresenta da sempre ilconfine... E nostra intenzione proporre oggi una nuova tipologiadi confine che conservi la forma sinuosa di una spirale, ma cheperdendo le "spine" e dilatandosi si trasformi in uno spazioludico, attraversabile e nel contempo abitabile...Uninfrastruttura che funge da struttura portante e da condottaper una libera urbanizzazione transitoria, lungo la quale possanosedimentare le tracce dei passaggi, dove possa trovare primaaccoglienza lo straniero in transito, dove realizzare spazi perlincontro e il confronto pubblico e spazi ludici per tutte le età.Uno spazio pubblico di relazione con la diversità, dove mettere ingioco i confini, il loro valore simbolico e la realtà della loroimpenetrabilità. Uno spazio che renda possibilelattraversamento e il superamento dei confini con "laltro" senzaper questo rimuoverli. Il transborderline sarà realizzato daStalker in diversi luoghi, in cui si sperimenteranno le potenzialitàdella struttura quale spazio ludico di relazione, di aggregazione edi confronto.
  7. 7. TRANSBORDERLINE Infrastruttura transfrontaliera abitabile di supporto alla libera circolazionedelle persone, Campo Boario (Roma), Villa Medici (Roma), Ljubljana, Venezia - giugno/ottobre 2000
  8. 8. Osservatorio Nomade / ellelab, Abitare Corviale: Stile Libero, Roma, 2004
  9. 9. Savorengo Ker non è una casa per i Rom, ma è una casaper tutti. È un’idea abitativa che i Rom propongono per chioggi in Italia cerca casa, mettendo a disposizione le lorostrategie ecologiche ed economiche: i bassi livelli diconsumo, il recupero e riciclaggio dei materiali costruttivi,l’autocostruzione, la flessibilità e implementabilità dellacasa, tutti elementi che insieme alla concezione solidaledella famiglia allargata, rappresentano una risorsaimportante da riconsiderare per rispondere alla crisiabitativa italiana.
  10. 10. “Linteresse di questa casa non è tanto la casa in se,quanto il modo in cui è stata fatta. E stata fatta con unacollaborazione tra attori diversi nella società: ricercatoriuniversitari e Rom, e i Rom tra laltro hanno dovutomettersi daccordo fra le diverse etnie, fra i diversi gruppi,cosa che non è così banale ed automatica come puòsembrare. Questo processo di costruzione e diriconoscimento reciproco delle capacità e dei ruoli è unalezione di costruzione della città.”GIORGIO PICCINATO, professore di Urbanistica della Facoltà diArchitettura dellUniversità Roma Tre nonchè uno dei coordinatori dellattivitàdi progettazione
  11. 11. Zenobia, “Caro sindaco...”Le osservazioni dellebambine e dei bambini alnuovo PRG, Roma, 2003
  12. 12. Mappe percorsi casa-scuola
  13. 13. MAPPA DELLE EMOZIONI
  14. 14. Centro Sociale Forte Prenestino
  15. 15. Biblioteca Comunale
  16. 16. Ufficio del Piano Regolatore dei Bambini/e (PRB)
  17. 17. AQ architettura quotidiana, Mar dei piccoli, Taranto, 2003
  18. 18. Ampliamento scuola media Lombardi, Bari, ma0 / emmeazero, 2011
  19. 19. Lugar Especifico, Calaf, Spagna, 2A+P architettura, 2007
  20. 20. 2TR con Gea Galluzzi, Orti di Fedro, Santa Fiora,Grosseto 2008
  21. 21. romalab laboratorio di ricerca sulla città curato da Marialuisa Palumbo e promosso da 2A+P, aQ, mattia darò, doppiomisto, ellelab,ma0, tspoon, UAP, unpacked, roma 2007
  22. 22. Il Metropoliz è l’ex salumificio Fiorucci, in via Prenestina 913 aRoma. Una fabbrica dismessa che si sviluppa su una vasta areanel quartiere di Tor Sapienza in cui coabitano circa duecentopersone provenienti da diverse regioni del mondo: Perù, SantoDomingo, Marocco, Tunisia, Eritrea, Sudan, Ucraina, Polonia,Romania e Italia.Il luogo è una grande architettura industriale che fino a pochianni fa ospitava il ciclo di produzione di affettati e insaccati, oggitrasferitosi a Pomezia. La fabbrica è stata occupata nel marzodel 2009 dai Blocchi Precari Metropolitani, un’organizzazione chea Roma opera attivamente per rispondere al problemadell’emergenza abitativa, in collaborazione con Popica Onlus chesi occupa della scolarizzazione dei bambini rom.Il Metropoliz vuole essere un esempio di integrazione, recupero,autogestione e sperimentazione di una nuova convivenzaurbana. La sua occupazione, infatti, ha rappresentato nonsoltanto una soluzioni abitativa per le molte famiglie che civivono, ma anche l’inizio di una esperienza multiculturale inedita,che ha come ambizione quella di restituire alla città uno spaziopubblico.
  23. 23. Il progetto Space Metropoliz nasce con l’intento di utilizzare ilcinema come strumento di aggregazione, di progettazione e ditrasformazione del territorio, e per contribuire alla rigenerazionesocio-ambientale del Metropoliz, un’ex fabbrica abbandonata eoggi occupata da 200 persone senza casa.Il cinema diventa dunque un dispositivo per entrare al Metropolize raccontarne le storie, i sogni e le ambizioni, ma è anche unostrumento per progettare e realizzare insieme agli abitanti dellafabbrica e del quartiere un nuovo spazio di convivenza.E quale migliore metafora, per realizzare questa “utopia”, se nonla Luna, che i trattati internazionali definiscono come “patrimoniocomune dell’umanità dove sono bandite, oltre alle armi,qualunque forma di appropriazione nazionale o rivendicazione disovranità, nonché l’esercizio della proprietà privata”.http://www.spacemetropoliz.com
  24. 24. Gli occupanti di una vecchia fabbrica dismessa decidono diabbandonare le barricate e di sfuggire una volta per tutte alle spintecentrifughe della città che li pone ai margini della società civile,negandogli casa, lavoro, salute e legalità.Il loro progetto è semplice: costruire un razzo per andare a vivere sullaLuna. E’ questa la trama di un cortometraggio (a cavallo tra Voyagedans la Lune di Méliès e Miracolo a Milano di De Sica) che una troupecinematografica decide di girare con l’aiuto degli occupanti delMetropoliz, un ex salumificio della Fiorucci sito in Via Prenestina aRoma.La costruzione del grande razzo–scenografia e il cortometraggio sono,in realtà, il cavallo di troia per entrare a conoscere a fondo le storie deimigranti e dei precari che il 27 marzo 2009 hanno forzato i cancellidella fabbrica dismessa e hanno deciso di lottare insieme per il dirittoall’abitazione e per una città diversa, solidale e multiculturale.Attraverso un dispositivo creativo aperto, che coinvolge attivamente gliabitanti del Metropoliz nelle fasi del progetto, si cerca di ridare voce alsogno e all’immaginazione, troppo spesso soffocati dalle necessità delvivere e dall’urgenza del bisogno.http://www.spacemetropoliz.com/progetto/film/
  25. 25. Cliente:Municipalità diCopenhagenLuogo:Nørrebro, CopenhagenSuperficie del lotto:30.000 mq- 750 mlBudget:7,7 milioni di euroConsegna:Primavera 2012Architettura:BIG Bjarke Ingels Group+Supeflex+Topotek1
  26. 26. Superkilen è un parco urbano nel centro di Copenhagen.Nato in risposta a un bando indetto dal Comune edall’associazione Realdania per l’area di Nørrebro, ilprogetto è frutto della collaborazione tra gli architetti di BIG,i paesaggisti di Topotek1 e gli artisti visivi di Superflex.Alla richiesta di realizzare un parco cittadino che favorissel’integrazione nel quartiere più multi-culturale di tutta laDanimarca – e periodicamente teatro di episodi violenti – itre progettisti hanno reagito con l’idea di traslocare quistorie e realtà urbane provenienti da tutto il pianeta.Attraverso i giornali, la radio, Internet, caselle postalielettroniche o installate nel sito, hanno chiesto agli abitantidi suggerire oggetti di arredo urbano per il futuroSuperkilen: ciascuna delle 57 comunità etniche di Nørrebrodeve essere rappresentata nel parco almeno da unoggetto...
  27. 27. “Rather than a public outreach process towards the lowestcommon denominator or a politically correct postrationalization of preconceived ideas navigated aroundany potential public resistance – we proposed publicparticipation as the driving force of the design leadingtowards the maximum freedom of expression. bytransforming public procedure into proactive propositionwe curated a park for the people by the people – peer topeer design – literally implemented.”Bjarke Ingels
  28. 28. “Nella sensibilità antica laspetto della deprivazione dellaprivacy, indicato nella parola stessa, era consideratopredominante; significava letteralmente uno stato diprivazione... Un uomo che vivesse solo una vita privatae che, come lo schiavo, non potesse accedere alla sferapubblica, o che come il barbaro, avesse scelto di nonistituire tale dominio, non era pienamente umano.”Hannah Arendt

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