O slideshow foi denunciado.
Utilizamos seu perfil e dados de atividades no LinkedIn para personalizar e exibir anúncios mais relevantes. Altere suas preferências de anúncios quando desejar.

Neuropsicologia%20sviluppo%205

  • Entre para ver os comentários

Neuropsicologia%20sviluppo%205

  1. 1. Lo sviluppo cognitivoLo sviluppo cognitivo
  2. 2. Insieme di attività o di facoltà che si attivano nei processi di conoscenza, possono essere inconsci o consapevoli Processi cognitivi Una condizione che cambia in senso migliorativo da un’epoca X a un’epoca X+1 Sviluppo Aspetto QUALITATIVO Che cosa cambia Come cambia Aspetto QUANTITATIVO
  3. 3. FUNZIONI VERTICALI Funzioni specializzate Si esplicano in domini ben delimitati Sensibili all’apprendimento, cambiano nel corso dello sviluppo Vengono identificate con la prestazione, visibili Funzioni che concorrono a determinare l’attività cognitiva FUNZIONI TRASVERSALI Funzioni non specializzate Non sono dominio-specifiche Si modificano lentamente Il loro ruolo non può essere analizzato separatamente dalla prestazione, sono invisibili
  4. 4. FUNZIONI VERTICALI Funzioni specializzate Si esplicano in domini ben delimitati Sensibili all’apprendimento, cambiano nel corso dello sviluppo Vengono identificate con la prestazione, visibili Funzioni che concorrono a determinare l’attività cognitiva Sono anche chiamate “abilità”, possono essere identificate con ambiti ben definiti: motricità linguaggio lettura scrittura, ecc…..
  5. 5. Funzioni che concorrono a determinare l’attività cognitiva FUNZIONI TRASVERSALI Funzioni non specializzate Non sono dominio-specifiche Si modificano lentamente Il loro ruolo non può essere analizzato separatamente dalla prestazione, sono invisibili Sono solo in parte isolabili, identificabili e studiabili singolarmente come vere e proprie funzioni. “Operatori invisibili” Legate al compito e al dominio in cui viene esercitata l’attività e vengono identificate con essa. Il loro ruolo non è analizzabile separatamente dal compito
  6. 6. Ruolo delle funzioni trasversali Sono elementi costitutivi del funzionamento cognitivo Sono indispensabili per svolgere una qualsiasi attività Senza le funzioni trasversali non sarebbe possibile svolgere in maniera autonoma attività considerate semplici
  7. 7. Ruolo delle funzioni trasversali: Processi implicati nella scrittura di una parola Scandire separatamente i singoli suoni C – A – N – E Cercare le lettere corrispondenti Queste operazioni richiedono tempo, controllare ciò che si è già scritto Analisi fonologica Attenzione, memoria di lavoro, controllo sequenziale
  8. 8. La fase iniziale nell’acquisizione di una abilità richiede un controllo volontario ed esplicito che impegna tutte le risorse di cui dispone il sistema cognitivo Progressivamente, la procedura viene automatizzata e le risorse cognitive vengono liberate dal compito e possono essere rivolte ad altri aspetti
  9. 9. Funzioni verticali e funzioni trasversali si intrecciano nel corso dello sviluppo e i loro ruoli e i loro rapporti cambiano sostanzialmente Nello sviluppo c’è una progressiva modularizzazione delle funzioni verticali con una conseguente riduzione delle risorse delle funzioni trasversali che assumono allora ruoli diversi (ad es. di integrazione e verifica)
  10. 10. I test per la prima infanzia valutano principalmente lo sviluppo motorio e la socializzazione primaria; I test per i bambini in età scolare valutano la capacità di elaborare informazioni complesse Si modificano i rapporti tra funzioni trasversali e funzioni verticali Possiamo prevedere lo sviluppo cognitivo?Possiamo prevedere lo sviluppo cognitivo? mettere in relazione le abilità della prima fase dello sviluppo con le abilità di fasi successive?
  11. 11. Nella primissima infanzia le funzioni trasversali facilitano lo sviluppo delle funzioni verticali, ABILITA’. In ogni caso, alcune abilità (linguaggio, sviluppo motorio) richiedono per il loro instaurarsi, aspetti molto GENERALI delle funzioni trasversali. Questi aspetti molto generali sono assenti solo nei ritardi mentali molto gravi.
  12. 12. Memoria e AttenzioneMemoria e Attenzione due funzioni cognitive “trasversali”due funzioni cognitive “trasversali”
  13. 13. La MemoriaLa Memoria nei disturbinei disturbi dell’apprendimentodell’apprendimento e nel ritardo mentalee nel ritardo mentale
  14. 14. La memoriaLa memoria Non è un elemento passivo ma è un processo attivo in cui ogni elemento acquisito può essere richiamato e modificato. E’ una funzione cognitiva capace di guidare e organizzare i nostri pensieri, nostre conoscenze e le nostre azioni
  15. 15. La memoria non è unaLa memoria non è una funzione stabile:funzione stabile: Viene influenzata da fattori quali ad esempio • Lo stato psicofisico • La situazione ambientale • La motivazione • La condizione emotiva • Il contesto sensoriale
  16. 16. La memoriaLa memoria • capacità di acquisire, ritenere e richiamare esperienze e/o informazioni. Deve: – immagazzinare informazioni, – catalogarle, – poterle richiamare in caso di bisogno • Non è una funzione unitaria ma complessa costituita da sottosistemi funzionalmente indipendenti Non del tutto chiari i meccanismi attraverso cui si formano le rappresentazioni
  17. 17. Atkinson e Shiffrin, 1968Atkinson e Shiffrin, 1968 M. a Breve Termine M. a Lungo Termine La MBT è un magazzino unitario collegato serialmente rispetto al magazzino di MLT Registro sensoriale R E I T E R A Z i O N E
  18. 18. MBT e MLTMBT e MLT • Capacità di ritenzione: limitata a pochi elementi • Tipo di codifica dell’informazione: prevalentemente fonologica • Velocità di decadimento: pochi secondi in assenza di reiterazione • Capacità di ritenzione: praticamente illimitata • Tipo di codifica dell’informazione: prevalentemente semantica • Velocità di decadimento: variabile ma comunque più lenta Provate da studi su doppie dissociazioni (Atkinson e Shiffrin, 1968)(Atkinson e Shiffrin, 1968)
  19. 19. Registro sensoriale Memoria immediata: Conserva, per pochi secondi, le tracce delle impressioni sensoriali. Diversi tipi di magazzino per le diverse modalità sensoriali. Quantità notevole di informazione, ma la traccia decade rapidissimamente. Interfaccia tra il SISTEMA COGNITIVO e la REALTA’ ESTERNA
  20. 20. Non è ancora del tutto chiaro: • Quali sono i meccanismi sottostanti • Come l’informazione venga trasferita allo stadio successivo di elaborazione (MBT) • Quale informazione venga selezionata • Come avviene questa selezione Registro sensoriale
  21. 21. MBT Magazzino transitorio (max 30 secondi), l’informazione arriva dai registri sensoriali. L’informazione viene:  Verificata  Confrontata  Collegata con le basi di conoscenza  Ricodificata per emettere una risposta e/o per essere trasferita alla MLT  L’informazione, attivamente rielaborata, trasformata, è disponibile per l’intero sistema cognitivo
  22. 22. L’informazione viene elaborata in modo lento e controllato Due caratteristiche importanti: La persistenza limitata Rapido decadimento della traccia in assenza di reiterazione La capacità limitata Quantità di informazioni che possono essere trattenute simultaneamente; Numero di operazioni che possono essere svolte contemporaneamente MBT
  23. 23. Capacità limitata Persistenza limitata Non vanno visti come “limiti”.“limiti”. Necessità adattiva perché il sistema cognitivo non venga sopraffatto dalla enorme quantità di informazione che arriva in ogni momento dal mondo esterno… il cervello sarebbe sopraffatto e ci sarebbero interferenze nei sistemi di risposta MBT
  24. 24. Memoria di LavoroMemoria di Lavoro (Baddley e Hitch, 1974; 1986; Baddely, 1990)(Baddley e Hitch, 1974; 1986; Baddely, 1990) Working memory tuttora “in working”Working memory tuttora “in working” La ML è l’aspetto operativo-funzionale della MBT, implicata in processi cognitivi come il calcolo mentale, la ripetizione di parole, la codifica di lettura e scrittura…. E’ costituita da tre componenti: SISTEMA ESECUTIVO CENTRALE:capacità limitata e indipendente dalla modalità di codifica, con funzioni attentive, controllo e decisione, interagisce con i due sistemi periferici e specializzati: • LOOP FONOLOGICO: elaborazione di materiale linguistico • TACCUINO VISUOSPAZIALE: elaborazione di materiale visivo-spaziale
  25. 25. WORKING MEMORYWORKING MEMORY (Baddeley, 1990)(Baddeley, 1990) SISTEMA ESECUTIVO CENTRALE Taccuino visuo-spaziale Loop fonologico
  26. 26. Prove comportamentali Non c’è interferenza fra compiti di tipo verbale e compiti di tipo visuospaziale: il processo di memorizzazione di materiale verbale viene disturbato dalla presenza di un concomitante compito di tipo verbale ma non da compiti di tipo spaziale o visivo e viceversa. Studi di neuroimaging che indicano come siano coinvolte aree cerebrali diverse nel processamento di informazioni verbali e di informazioni visuospaziali La distinzione fra i due sistemi asserviti è sostenuta da
  27. 27. LOOP FONOLOGICOLOOP FONOLOGICO Ripasso articolatorio Ricodificazione fonologica Magazzino visivo a BT Stimolo uditivo-verbale Stimolo visivo-verbale Analisi fonologica Analisi visiva Magazzino fonologico a BT
  28. 28. A prova del modello vengono descrittiA prova del modello vengono descritti gli effetti digli effetti di • Somiglianza fonologicaSomiglianza fonologica: peggiore ricordo immediato di stimoli con suoni simili l’interferenza fra le rappresentazioni fonologiche aumenta al diminuire delle caratteristiche discriminanti, questo effetto si ha sia per materiale presentato in via acustica che visiva • Lunghezza delle paroleLunghezza delle parole: peggiore ricordo, a parità di frequenza d’uso, di parole lunghe rispetto a parole corte relazione tra span e velocità di articolazione • Soppressione articolatoriaSoppressione articolatoria: essere impegnati nell’articolazione di un suono insignificante rende peggiore il richiamo di materiale presentato in forma visiva il ripasso articolatorio svolge un ruolo primario
  29. 29. • Negli adulti compromissioni della ML fonologica non impediscono lo svolgimento di compiti fondamentali nella vita quotidiana: comprensione e produzione linguistica • Nei bambini che influenza possono avere compromissioni della ML fonologica nell’apprendimento della letto-scrittura? • Diversi autori hanno dimostrato che con lo sviluppo i bambini ampliano la quantità di informazioni che sono in grado di ripetere e mantenere • Non tanto per l’insorgenza di nuovi meccanismi ma per la capacità di affinare le strategie nell’uso della ML a seconda del compito (ad es. dopo l’apprendimento della lettura)
  30. 30. Ha una funzione specifica nell’Ha una funzione specifica nell’ Apprendimento di parole nuove • Generalmente misurato con la memorizzazione di non parole vs parole • EffettoEffetto frequenzafrequenza:nel caso di ricordo immediato di parole conosciute interviene anche la memoria a lungo termine si usano anche indici lessicali- semantici e non solo fonologici
  31. 31. La ML fonologica avrebbe una funzione fondamentale nell’ Acquisizione del vocabolario •attraverso la valutazione della capacità di memoria con la ripetizione di liste di non parole alcuni autori hanno evidenziato che bambini con capacità di memoria ridotte hanno in compiti contestuali una difficoltà specifica nel ricordare parole nuove e presentano a un anno di distanza un livello di vocabolario più basso (Gathercole et al., 1997; 1991). •Lessico e fonologia modificano i loro rapporti in funzione del tempo e sono interdipendenti: la conoscenza del vocabolario influenza l’apprendimento di non-parole che contengono unità morfemiche di parole già note. La ML fonologica sembra avere un ruolo preponderante fino ai 5 anni di età
  32. 32. La ML fonologica avrebbe una funzione fondamentale nell’ Apprendimento della letto-scrittura • La capacità di codifica fonologica nella ML di materiale sia visivo che uditivo ha una stretta relazione con l’apprendimento della lettura. • Il poter mantenere le informazioni fonologiche per un tempo sufficiente consente di “manipolare” i suoni (ad es. analisi e sintesi fonemica) e di creare una traccia stabile della relazione tra parola scritta e codifica fonologica. • La memoria ha un’influenza diretta sullo sviluppo delle abilità metafonologiche che sono forti predittori dell’apprendimento della lettura in 1^elementare, inoltre la memoria fonologica predice la capacità di lettura in 2^elementare.
  33. 33. La ML fonologicaLa ML fonologica nel ritardo mentalenel ritardo mentale Span ridotto, assenza degli effetti di somiglianza fonologica e di lunghezza della parola, assenza di correlazione tra velocità articolatoria e ampiezza dello span. Secondo gli autori la causa è una compromissione del loop articolatorio, in particolare del processo di reiterazione (Hulme e MacKenzie, 1992) Jarrold, Baddley e Hewes (2000) hanno evidenziato che né soggetti con SD né i controlli avevano processi di ripetizione sembra quindi che negli individui con RM siano o il sistema esecutivo centrale o il magazzino fonologico ad essere compromessi.
  34. 34. La ML fonologicaLa ML fonologica nel ritardo mentalenel ritardo mentale La valutazione del sistema esecutivo centrale è molto complessa: -Si misura quanto la sua capacità diminuisce quando durante lo svolgimento di un compito si chiede di eseguirne contemporaneamente un altro -Si confrontano le prestazioni di compiti di span in avanti e all’indietro. Vicari et al., 1995 trovano nei bambini con SD un deficit specifico nello span all’indietro e concludono che in questa patologia è indipendente dalla difficoltà articolatorie mentre è connesso alla decodifica fonologica e all’esecutivo centrale. - Profili neuropsicologici diversi es. SW SD
  35. 35. TACCUINO VISUO-SPAZIALE Elabora informazioni di natura visiva e spaziale Possono essere eseguiti calcoli e operazioni su rappresentazioni visive e spaziali 90° verso sinistra90° verso destra
  36. 36. La ML visivo-spazialeLa ML visivo-spaziale nel ritardo mentalenel ritardo mentale E’ una capacità relativamente poco studiata, recentemente si è suggerito che sia composta da due sotto-sistemi funzionalmente distinti Secondo alcuni autori una prova deriverebbe dagli studi su persone con SW che non mostrano difficoltà percettive (elaborazione corretta di volti e forme) né di memoria visiva, ma evidenziano un deficit più marcato nell’elaborazione delle caratteristiche spaziali e nel loro ricordo. E’ stata ipotizzata in questi bambini una compromissione specifica della via visiva dorsale e un risparmio della via visiva ventrale.
  37. 37. • ripetizione prolungata e consapevole Come avviene il trasferimento dalla MBT alla MLT • processi inconsapevoli di elaborazione e consolidamento • livello di profondità dell’elaborazione (semantica vs fonologica) • aggancio delle nuove informazioni alle basi di conoscenza preesistenti
  38. 38. MLT Caratterizzata da capacità e durata indefinita Nel corso degli anni si accumulano progressivamente quantità enormi di informazioni Potrei essere in possesso dell’informazione, ma potrei non riuscire a trovarla ACCESSIBILITA’ Occorre un sistema organizzato di immagazzinamento dei dati
  39. 39. ESPLICITAIMPLICITA Conoscenza dichiarativaConoscenza procedurale MLT
  40. 40. ESPLICITA Conoscenza dichiarativa Sapere COSA Acquisizione recente del sistema cognitivo Strategie attive e consapevoli Richiamo intenzionale o riconoscimento di esperienze o informazioni IMPLICITA Conoscenza procedurale Sapere COME Sistema più primitivo, legato ad aspetti vitali (connessione stimolo-risposta) Processi automatici, inconsapevoli Codici senso-motori Facilitazione (miglioramento nella prestazione) in compiti percettivi, cognitivi e motori, senza riferimento consapevole ad esperienze precedenti Codici astratti, simbolici
  41. 41. MASSIMA CONCRETEZZA DELLE INFORMAZIONI MASSIMA ASTRAZIONE DELLE INFORMAZIONI Ridescrizione rappresentazionale
  42. 42. Richiamo: libero o riconoscimento APPRENDIMENTOAPPRENDIMENTO Codifica: atto volontario, con dispendio di risorse attentive Consolidamento: processo sostanzialmente automatico, favorito da nuove esposizioni all’informazione iniziale
  43. 43. Effetto di Clustering (Compare ai 6 anni ma solo dai 9 anni l’uso di strategie organizzative diviene sistematico) CODIFICACODIFICA Strategie attive di elaborazione dell’informazione che rendono il materiale più facilmente accessibile durante la fase di recupero. Effetto Primacy (dai 6 anni) Effetto Recency (Osservabile dai 5 anni)
  44. 44. Sono i processi di stabilizzazione nel tempo delle informazioni acquisite in memoria. Le informazioni vengono perse se non si creano dei legami stabili in grado di collegare ogni nuova informazione in memoria con le altre già esistenti o se le informazioni memorizzate non vengono periodicamente utilizzate e recuperate. Il principale meccanismo di stabilizzazione in memoria è la ripetizione CONSOLIDAMENTOCONSOLIDAMENTO
  45. 45. Rievocazione libera: Ricerca attiva dell’informazione. C’è una riproduzione attiva dell’informazione registrata in memoria Riconoscimento: Il compito è molto più facile perché viene richiesto di riconoscere come già noto uno stimolo attraverso un confronto fra lo stimolo proposto e quelli incamerati in memoria (es. i test a scelta multipla). RECUPERORECUPERO
  46. 46. IL DECADIMENTO DELLAIL DECADIMENTO DELLA TRACCIA DALLA MLTTRACCIA DALLA MLT In passato si pensava che OBLIO = PERDITA DI INFORMAZIONE Oggi si pensa che l’informazione continui ad essere depositata in memoria (non va persa) e che possa essere richiamata in particolari condizioni Diviene INACCESSIBILE MLT: CONTINUA RIORGANIZZAZIONE
  47. 47. M. a Breve Termine M. a Lungo Termine Registro sensoriale LO SVILUPPO DELLA MEMORIALO SVILUPPO DELLA MEMORIA
  48. 48. MLT nel RMMLT nel RM implicita ed esplicitaimplicita ed esplicita • Nei soggetti con RM è compromessa in modo omogeneo? • Che ruolo ha la compromissione della MLT nel deficit cognitivo? • Quali meccanismi sottostanno a tale deficit?: Processamento o acquisizione e ritenzione delle informazioni? Mentre c’è un accordo sulla compromissione della memoria esplicita alcuni autori hanno proposto che nei soggetti con RM ci possa essere un relativo risparmio della memoria implicita La memoria implicita è osservata dal miglioramento nella prestazione di un compito in assenza di un consapevole riferimento alle esperienze precedenti. Come si valuta?
  49. 49. • Studi sul priming di materiale visivo (figure degradate) e di materiale verbale (Stem completion) • Studi sull’apprendimento procedurale: test della torre di Londra, della torre di Hanoi, labirinti e prova dei tempi di reazione seriale Benché ci siano alcune differenze a seconda del compito proposto e della patologia osservata si evidenzia un apprendimento simile a quello dei pari età mentale per i bambini con un ritardo medio-lieve.
  50. 50. Quali meccanismi?Quali meccanismi? Deficit di processamento o deficitDeficit di processamento o deficit strutturale?strutturale? Molti studi sono a favore della prima ipotesi:Molti studi sono a favore della prima ipotesi: •la maggiore compromissione della memoria esplicita suggerisce che le persone con RM non applichino adeguate procedure in fase di apprendimento. I risultati incongruenti nello studio della MLT dipenderebbero dal tipo di fattori implicati nei diversi compiti. •altri studi evidenziano una compromissione nelle strategie mnemoniche: reiterazione e organizzazione del materiale in base a caratteristiche semantiche (fenomeno del clustering semantico)
  51. 51. L’attenzioneL’attenzione
  52. 52. COS’E’ L’ATTENZIONE Non esiste una definizione univoca, dettagliata e condivisa Non esprime un concetto unitario; Lo stretto legame e l’integrazione con altri sistemi cognitivi, ne rende difficile l’esatta delimitazione.
  53. 53. Alcuni tipi di attenzioneAlcuni tipi di attenzione • Attenzione selettiva • Attenzione automatica • Attenzione divisa • Attenzione mantenuta • Spostamento dell’attenzione
  54. 54. capacità di selezionare una o più fonti della stimolazione esterna o interna, alla presenza d’informazioni in competizione tra loro E’necessaria per proteggere il sistema cognitivo umano a capacità limitata dal sovraccarico d’informazione ATTENZIONE SELETTIVA
  55. 55. Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri FOCUS ATTENZIONALE
  56. 56. Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri FOCUS ATTENZIONALE
  57. 57. Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri Viviamo in un mondo ricco di stimoli. La nostra capacità di elaborazione è limitata! Possiamo elaborare solo una piccola parte degli stimoli presenti. Sistema di “selezione” che isola alcuni stimoli e deseleziona tutti gli altri FOCUS ATTENZIONALE
  58. 58. INTENSITA’ CARATTERISTICHE DELLO STIMOLO IN GRADO DI ATTIVARE IL MECCANISMO DI SELEZIONE DIMENSIONE NOVITA’ CONTENUTO EMOZIONALE DURATA
  59. 59. Per comprendere i meccanismi dell’attenzione deve essere preso in considerazione il significato degli elementi TreismanModello dell’ATTENUAZIONE Modello della CAPACITA’ LIMITATA Broadbent Canale unico, sequenziale e con un filtro sensoriale che seleziona il messaggio principale
  60. 60. Ascolto dicotico: due messaggi (M1 – M2) con lo stesso significato ma in due lingue diverse (L1 – L2). Richiesta: scegliere il messaggio principale (M1 in L1) e trascurare le informazioni del messaggio secondario (M2 in L2) Quasi tutti i partecipanti hanno riconosciuto che i due messaggi avevano lo stesso significato I due messaggi sono stati CO-PROCESSATI
  61. 61. Il filtro sensoriale non blocca completamente i messaggi non selezionati come principali, ma li attenua. Il messaggio che viene elaborato è quello che ha l’intensità maggiore
  62. 62. È facile definire una soglia fisica, ad esempio l’intensità del segnale acustico o del segnale luminoso La soglia di significato dipende da molteplici fattori, tra cui: Le aspettative del soggetto La sua confidenza con l’elemento L’interesse soggettivo per l’argomento
  63. 63. Non è una situazione statica. È un processo dinamico. L’intensità può variare nel corso del processo proprio perché gli altri messaggi non sono accantonati, sono solo attenuati. Quindi possono diventare in qualsiasi momento il MESSAGGIO PRINCIPALE
  64. 64. Tanto più un significato è conosciutoconosciuto o haha importanzaimportanza per una persona, tanto minore sarà la soglia perché quel significato attiri l’attenzione Se è per noi poco importantepoco importante o pocopoco conosciutaconosciuta, la possibilità che attiri la nostra attenzione è legata ad altre caratteristiche dello stimolo, ad esempio l’intensità……
  65. 65. Dal modello dell’attenuazione deriva che: 1)L’individuo ha capacità limitata di elaborare informazioni; è verosimile che esista un filtro che ne selezioni alcune a svantaggio di altre 2)Il filtro sensoriale (porta di ingresso delle informazioni nel nostro sistema di elaborazione) non è un meccanismo “tutto-o- niente”. Attenua la rilevanza percettiva di alcuni stimoli rispetto ad altri, che continuano, in una certa misura, ad essere processati
  66. 66. 3)Un messaggio diviene messaggio principale non solo per la sua intensità fisica, ma anche per le sue caratteristiche semantiche 4)La soglia non è solo fisica e può variare in base alle persone ed in base al contesto 5)La variabilità della soglia può rendere conto degli spostamenti di attenzione da un bersaglio ad un altro
  67. 67. Per prestare maggiore attenzione ad una attività dobbiamo interromperne altre Non possiamo allargare all’infinito le nostre risorse attentive. Abbiamo una quantità limitata di risorse e dobbiamo distribuirle in modo diverso in base alla situazione DIVERSE MODALITA’ DIDIVERSE MODALITA’ DI SELEZIONE DEGLI STIMOLISELEZIONE DEGLI STIMOLI
  68. 68. Attenzione AUTOMATICAAttenzione AUTOMATICA EE CONTROLLATACONTROLLATA VELOCITA’ MBT Impegno delle Risorse ELABORAZIONE PROCESSI AUTOMATICI Rapidi No basso In parallelo PROCESSI CONTROLLATI Lenti Sì alto In serie
  69. 69. L’attenzione volontaria (processiattenzione volontaria (processi controllati)controllati) sarebbe impiegata in compiti difficili o poco familiari L’attenzione inconscia (processiattenzione inconscia (processi automatici)automatici) sarebbe impiegata in situazioni familiari o poco impegnative Fanno parte di un continuum non sono due processi distinti
  70. 70. DIVERSE MODALITA’ DIDIVERSE MODALITA’ DI SELEZIONE DEGLI STIMOLISELEZIONE DEGLI STIMOLI possiamo portare a termine un compito senza aver avuto l’impressione di prestarvi attenzione Permette di spiegare che: quando siamo molto impegnati in un compito, abbiamo la sensazione di non aver visto o sentito quello che ci accadeva intorno SISTEMASISTEMA ATTENTIVOATTENTIVO SUPERVISORESUPERVISORE (SAS)(SAS) Coordina e distribuisce le nostre risorse attentive Modificando la “gerarchia di scopi”
  71. 71. La capacità di dividere l’attenzione è un processo dinamico che dipende da molteplici fattori: Caratteristiche individuali Difficoltà dei diversi compiti Familiarità con la situazione Abbiamo diverse condizioni attentive
  72. 72. ALLERTA VIGILANZA ATTENZIONE SOSTENUTA
  73. 73. L’attenzione sostenuta implica la capacità di evitare la perdita di attenzione, cioè l’interruzione o il cambiamento involontario di un focus attentivo precedentemente stabilito. Corrisponde ad uno stato in cui il soggetto è pronto a cogliere e a rispondere a piccoli cambiamenti che si verificano nell’ambiente, ad intervalli di tempo non regolari ATTENZIONE SOSTENUTA
  74. 74. Alternanza continua tra condizioni di incremento e di attenuazione del livello di attivazione Processo ciclico: se l’attivazione continua ad aumentare oltre un certo livello, la prestazione peggiora prestazione attivazione L’alternanza ciclica tra attenzione selettiva e attenzione automatica “riequilibra” le risorse
  75. 75. FATTORI CHE INFLUENZANO L’ATTENZIONE SOSTENUTA Il tempo; Fattori legati al compito; Fattori legati all’ambiente in cui si svolge il compito; Fattori legati al soggetto;
  76. 76. SVILUPPO DELL’ATTENZIONE •L’attenzione svolge un ruolo decisivo nello sviluppo cognitivo •Si sviluppa nel corso dell’infanzia fino a poter essere anche indirizzata verso una idea, una rappresentazione mentale, un pensiero… •Decresce nell’età senile
  77. 77. Alla nascita siamo già in grado di mettere in atto alcuni meccanismi che sono elementi strutturali del processo attentivo: Capacità di discriminazione Orientamento verso lo stimolo Abituazione (riduzione dell’attivazione in presenza di stimoli noti)
  78. 78. Maturazione del sistema nervoso Attività che il bambino svolge L’educazione influenza lo sviluppo del sistema esecutivo: distribuire le risorse in maniera flessibile, crearsi degli scopi per costruire le gerarchie nei processi di selezione degli stimoli LE CAPACITA’ ATTENTIVE SI MODIFICANO NEL CORSO DELLO SVILUPPO
  79. 79. CONCLUSIONI Il compito fondamentale del processo attentivo è selezionare gli stimoli ambientali per consentirne l’elaborazione Anche se limitate, le capacità e le risorse degli individui sono in un sistema flessibile: può elaborare le informazioni in maniera simultanea o sequenziale
  80. 80. Il disturbo diIl disturbo di attenzione/iperattivitàattenzione/iperattività DDAIDDAI
  81. 81. • La cacaratteristica fondamentale è una persistente modalità di disattenzione e/o di iperattività-impulsività, più frequente e più grave di quanto si osserva tipicamente in soggetti ad un livello di sviluppo paragonabile. • Prevalenza Rapporto maschi-femmine: da 4:1 a 9:1. • Incidenza nell’età scolare: 3-5% in USA e 4,3% (Levi-Meledandri) o 3,9-6,9% (Gallucci et al) in Italia.
  82. 82. Un certo numero di sintomi nelle aree dell’autocontrollo dell’attenzione, dell’attività e dell’impulsività (variabile a seconda dei manuali) deve: • perdurare oltre i 6 mesi • presentarsi in 2 contesti differenti • essere invalidante rispetto allo svolgimento delle attività normalmente richieste a quel livello di sviluppo Icd-10 entro i 3 anni; DSM IV entro i 7 anni
  83. 83. SottotipiSottotipi • Tipo con Disattenzione Predominante bambini che presentano sei o più sintomi di Disattenzione da almeno sei mesi
  84. 84. • Tipo con Iperattività-Impulsività Predominante:bambini che presentano sei o più sintomi di Iperattività-Impulsività da almeno sei mesi
  85. 85. • Tipo Combinato: bambini che presentano sei o più sintomi di Disattenzione e sei o più sintomi di Iperattività-Impulsività da almeno sei mesi. E’ il più frequente.
  86. 86. Disturbi mentali associatiDisturbi mentali associati • Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) • Disturbo della Condotta (DC) • Disturbi dell’Umore e disturbi d’Ansia • Disturbi dell’Apprendimento • Disturbi della Comunicazione • Disturbo di Tourette • Ritardo Mentale
  87. 87. Attenzione eAttenzione e AutoregolazioneAutoregolazione Deficit di autoregolazione • Diverso orientamento dell’attenzione selettiva • Mancanza di concentrazione • Incapacità di focalizzarsi su un contenuto e di mantenere l’attenzione su di esso (attenzione sostenuta)
  88. 88. Regioni cerebrali coinvolteRegioni cerebrali coinvolte Aree ridotte nei soggetti con DDAI: • Corteccia prefrontale destra: programmazione del comportamento, resistenza alle distrazioni, consapevolezza di sé e del tempo • Sistema limbico: controllo delle emozioni • Nucleo caudato e globo pallido:inibizione di risposte automatiche per consentire decisioni più accurate da parte della corteccia • Cervelletto:coinvolto nella motivazione e nel controllo del movimento
  89. 89. Ruolo della DopaminaRuolo della Dopamina • Coinvolta nell’inibizione e nella modulazione dell’attività dei neuroni coinvolti nell’emozione e nel movimento • I geni per la produzione di recettori e trasportatori della DA sono particolarmente attivi nella corteccia prefrontale e nei gangli della base
  90. 90. • Mutazioni nel gene per il recettore  recettore meno sensibile alla DA • Mutazioni nel gene per il trasportatore  trasportatore eccessivamente attivo eliminazione DA prima del legame al recettore Riduzione della concentrazione di dopamina: diminuzione dell’attività cerebrale nelle regioni implicate nei fenomeni attentivi
  91. 91. Disturbi cognitiviDisturbi cognitivi • Disturbi dell’attenzione • Funzioni esecutive “abilità necessarie per il raggiungimento di una meta”; capacità di integrazione e modulazione comportamentale: derivano dalla maturazione dei lobi frontali • Disturbi dell’apprendimento • Deficit di memoria
  92. 92. Funzioni esecutiveFunzioni esecutive (Pennington e Ozonoff)(Pennington e Ozonoff) • Pianificazione • Memoria di lavoro • Inibizione • Flessibilità
  93. 93. Ipotesi neuropsicologicheIpotesi neuropsicologiche • Barkley: mancata inibizione • Sergeant: scarsa energia psicofisiologica, basso livello energetico-cognitivo. Studi con gli actometri: il livello di iperattività cresce quando l’attenzione cala (Tannock)
  94. 94. Un modello psicologico per ilUn modello psicologico per il DDAIDDAI Memoria di lavoro non verbale • Diminuzione del senso del tempo • Incapacità di tenere a mente gli eventi • Riduzione della capacità di retrospezione • Riduzione della capacità di previsione
  95. 95. Interiorizzazione del discorso autodiretto • Carenze nel comportamento autoregolato • Difficoltà nell’autoregolarsi e nel porsi domande
  96. 96. Autoregolazione dell’umore, della motivazione, del livello di attenzione • Esibisce pubblicamente tutte le emozioni, non sa operare censure • Ridotta autoregolazione degli impulsi, delle motivazioni
  97. 97. Ricostituzione (capacità di scomporre i comportamenti e di ricomporli) • Limitata capacità di analizzare i comportamenti e di elaborarne di nuovi • Incapacità di risolvere i problemi
  98. 98. Valutazione del disturboValutazione del disturbo • Scala SDAI e SDAG • Torre di Londra: previsione, pianificazione • Test di matematica: memoria di lavoro, problem-solving • Test di attenzione uditiva • Test di attenzione visiva prolungata:Test delle campanelle per l’attenzione selettiva e attenzione sostenuta
  99. 99. Altri StrumentiAltri Strumenti • Fluenza Categoriale • Fusione fonemica • Span • Corsi • Wisconsin
  100. 100. Modalità d’interventoModalità d’intervento • Farmacoterapia:psicostimolanti, come il metilfenidato (Ritalin). Anche antidepressivi. - Molto usati in USA. - inibiscono i trasportatori della DA, aumentando il tempo di permanenza della DA - Inibiscono e regolano i comportamenti impulsivi.
  101. 101. • Psicoterapia individuale e familiare -Tecniche comportamentali come la token economy. -Tecniche cognitivo- comportamentali. Cornoldi ha ideato un programma per lo sviluppo delle abilità di riflessione e di autocontrollo (“fermati, guarda, ascolta”)
  102. 102. •Terapia multimodaleTerapia multimodale: combinazione: combinazione di farmacoterapia e psicoterapiadi farmacoterapia e psicoterapia

×