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La Psicoterapia in oncologia - 6 Novembre 2015 - Fondazione G. Pascale

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  1. 1. 6 novembre 2015 Aula Consiglio, Palazzina Amministrativa INT Fondazione G. Pascale La Psicoterapia in oncologia In considerazione dell’ importanza di professionalità più specifiche e complesse in ambito oncologico, in conformità con le linee guida previste dalla S.I.P.O., nel rispetto della necessità di un adeguato tirocinio espletato nel campo di una realtà pilota ospedaliera europea come la Fondazione G. Pascale, la SSD di Psicologia dell’INT G. Pascale e la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Gestaltica Integrata SIPGIvi invitano al seminario gratuito di presentazione della“Scuola di Psiconcologia istituita presso l’INT Fondazione G. Pascale in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Gestaltica Integrata SIPGI”. PROGRAMMA DELLA GIORNATA 8.30 Registrazione partecipanti 9.00 Apertura dei lavori Saluti istituzionali Prof. G. Ciliberto – Dir. Scientifico INTG.Pascale Dott.ssa Luigia Infante-Responsabile Formazione e Responsabile Amministrativo INT G. Pascale Prof. A. Gallipoli D’Errico – Dir. LILT Dott.ssa Lucia Fortini- Assessore Lavoro e Risorse Umane della Regione Campania 9.30La Psiconcologia in Italia Prof. F. De Falco 10.00La formazione in Psicoterapia: luogo e spazio di integrazione Prof. R. Sperandeo tra scienza e presenza
  2. 2. 10.30L’i porta za della flessi ilità Dott.ssa D. Moriniello del modello gestaltico in oncologia: La centralità delle emozioni 11.00 Coffee break 11.15 L’assiste za psi ologi a do i iliare: pre esse teori he Dott. A. Desiderio e prassi operative 11.45 Tavola rotonda Storie attraverso e oltre la malattia: le attività del servizio di psicologia Aree di intervento della psiconcologia: formazione e supporto al personale sanitario Dott.ssa D. Barberio Il bambino oncologico:un esploratore Dott.ssa V. Abate di mondi possibili e impossibili Il supporto psicologico in chemioterapia Dott.ssa I. Bolognini L’a o pag a e to nel fine vita Dott.ssa O. Mazzoni 12.30 Tavola rotonda La nostra scuola di psiconcologia Prof. F. De Falco, Prof. R. Sperandeo, Dott.ssa D. Moriniello 13.30 Chiusura dei lavori Interverranno: Dott.ssa Valentina Abate, psicologa-psicoterapeuta SSD Psicologia Fondazione G. Pascale Dott.ssa Daniela Barberio, Dirigente psicologo SSD Psicologia Fondazione G. Pascale Dott.ssa Ida Bolognini, psicologa-psicoterapeuta SSD Psicologia Fondazione G. Pascale Prof. Gennaro Ciliberto, Dir. Scientifico Fondazione G.Pascale Prof. Francesco De Falco, Direttore SSD Psicologia Fondazione G. Pascale Dott. A. Desiderio, psicologo-psicoterapeuta, Dir. Servizio Domiciliare Consorzio confini, società cooperativa sociale Dott.ssa Lucia Fortini, Assessore Lavoro e Risorse umane della Regione Campania Prof. Adolfo Gallipoli D’Errico – Direttore LILT Dott.ssa Luigia Infante, Responsabile Formazione e Responsabile Amministrativo Fondazione G. Pascale Dott.ssa Ornella Mazzoni, psicologa-psicoterapeuta SSD Psicologia Fondazione G. Pascale Dott.ssa Daniela Moriniello, psicologa-psicoterapeuta, Responsabile Didattica SIPGI Prof. Raffaele Sperandeo, Direttore SIPGI Per info e prenotazioni: Segreteria SSD Psicologia Fondazione G. Pascale- 081/5903620 e-mail: psiconcologia.int@libero.it Segreteria ISM- 081/5364876 e-mail: sipginapoli@gmail.com E’ stato richiesto il patrocinio di:
  3. 3. LA PROFESSIONE DELLO PSICONCOLOGO La psiconcologia è la disciplina che, sviluppatasi intorno al 1950 negli Stati Uniti, è progressivamente cresciuta negli ultimi quarant’anni in tutto il mondo per occuparsi in maniera specifica delle conseguenze psicologiche causate da un tumore. Poiché ammalarsi di cancro è un avvenimento traumatico che investe tutte le dimensioni della persona (la sfera psicologica, i valori individuali e spirituali, i rapporti interpersonali e sociali), e non solo quella fisica, comprendere a fondo quanto la persona vive e quale è l’impatto della malattia e delle conseguenti terapie sull’esistenza è un punto fondamentale per fornire ai pazienti la necessaria assistenza. In Italia, il Piano oncologico nazionale 2010-2012 per la prima volta ha sottolineato in maniera specifica il ruolo e l’importanza della psiconcologia, indicando che “la rilevazione precoce delle dimensioni psicosociali (screening del disagio emozionale, rilevazione dei bisogni del paziente e della sua qualità di vita) rappresenta il presupposto per individuare le persone che necessitano di interventi mirati”. Viene inoltre stabilito che “l’attivazione, nelle diverse neoplasie e fasi di malattia, di percorsi psico-oncologici di prevenzione, cura e riabilitazione del disagio emozionale, siano essi di supporto o più specificamente psicoterapeutici (individuali, di gruppo, di coppia, familiari) risulta fondamentale per il paziente e per la sua famiglia”. Tutto questo è in linea con quanto la Società Italiana di Psico-Oncologia, fondata nel 1985, porta avanti da anni nel nostro Paese. La Sipo raccoglie le figure professionali (psicologi, medici, in particolare oncologi e psichiatri, e altri operatori sanitari) che lavorano nell’ambito dell’oncologia e dell’assistenza alle persone malate di cancro e alle loro famiglie, affinché gli aspetti psicologici, sociali e spirituali della malattia oncologica siano tenuti nella dovuta considerazione. È inoltre obiettivo della Sipo creare le linee-guida, secondo gli standard internazionali accreditati, sulla formazione dei medici e delle figure professionali che operano nel settore oncologico e identificare la figura dello psiconcologo, il professionista psicologo o psichiatra che abbia svolto un training specifico in oncologia e nelle cure palliative. La Sipo è presente con sezioni specifiche in tutte le regioni per favorire la cultura psiconcologica negli ospedali e nelle aziende sanitarie, nelle istituzioni e nella comunità. IL CONTATTO CON LA MORTE COME SCELTA DI VITA “Volevo scrivere della morte e come al solito la vita ha fatto irruzione” (V. Woolf) Nel momento in cui nella vita di un individuo irrompe il cancro, egli è costretto ad affrontare una vera e propria crisi esistenziale che comporta il crollo di tutti i punti di riferimento costruiti a gran fatica nel corso della propria vita. Tutto viene messo in discussione: la propria identità, i propri valori, il proprio ruolo sociale, l’immagine di sé e la propria progettualità di vita; a ciò si aggiungono i notevoli cambiamenti fisici che le cure oncologiche comportano, i quali non fanno altro che aggravare la situazione rendendola ancora più penosa e creando numerosi problemi relativi al rapporto con l’immagine corporea che cambia, al funzionamento sociale e di coppia, alla capacità di continuare a mantenere delle relazioni sentimentali significative e problematiche connesse al funzionamento sessuale. Tutto ciò significa essere costretti di punto in bianco a prendere consapevolezza del limite della propria esistenza; venire a patti con la malattia significa fare i conti con l’immagine di un corpo non più forte ed efficiente, mancante di slancio vitale, significa ridefinire, in altri termini, le aspettative verso gli altri e verso se stessi. La condizione di malattia si configura come una sofferenza totale e monopolizzante che " impone la sua presenza, imponendoci di focalizzare la nostra attenzione su qualunque cosa fuoriesca dal suo dominio e mettendo a nudo la nostra limitatezza e la nostra relativa impotenza di fronte ad esso". Tale “malattia”, talvolta più insidiosa della neoplasia stessa, mina le fondamenta delle relazioni affettive familiari e sociali ed è, per tali motivi, fondamentale porvi attenzione per poter parlare così di un percorso di vera e propria riabilitazione alla vita, o meglio, ri-scelta di vita. Lo scopo è prendere coscienza dell'importanza della dimensione umana della malattia, affinché le potenzialità negative che ad essa ineriscono non si traducano in un incremento della sofferenza. Quest'impegno richiede un'integrazione fra un approccio tecnico - scientifico con un approccio di tipo etico.Compenetrare la "cura" nel senso strettamente sanitario del termine, con un più ampio "prendersi cura". In quest'ottica, l'instaurazione di una relazione di fiducia e la valorizzazione del "vissuto biografico" di malattia si configurano come risposte fondamentali all'appello d'aiuto che proviene dalla persona che soffre, nonché promotrici del rispetto della sua dignità e del suo ruolo centrale all'interno dei processi decisionali riguardanti le scelte relative alla cura.La valutazione della risposta emozionale dei pazienti e dei loro familiari è, quindi, assunto dalla psiconcologia come un dovere della medicina, poiché il “dolore” psicologico, al pari del dolore fisico, è in tutto e per tutto un parametro vitale da monitorare regolarmente durante il percorso di malattia e di follow-up. La psiconcologia è dunque necessaria per garantire una migliore qualità di vita e dare voce ai vissuti emotivi più intensi , col fine di evitare che paura e dolore possano trasformarsi in una vera e propria disabilità alla vita.Obiettivo centrale risulta, quindi, lavorare sulla possibilità di recuperare il vissuto della malattia, non più come mostro da uccidere, ma come parte della propria vicenda esistenziale e come dote nella riscoperta di senso della vita. LA NOSTRA SCUOLA DI PSICONCOLOGIA Le attività di formazione specifica in psiconcologia, facendo riferimento alle indicazioni della SIPO per la definizione del profilo di Psiconcologo di I livello, comportano un corso di formazione di 150 ore di lezioni frontali che approfondiscono le tematiche più significative della branca: elementi fondamentali di clinica e oncologica, elementi generali di psiconcologia, il rapporto medico- paziente, il sistema familiare, la coppia, eventi critici in oncologia, oncopediatria, terapie di supporto, burn-out, la terminalità, la ricerca in psiconcologia. Alle lezioni teoriche vanno affiancate attività pratiche che traducano in una visione operativa quanto appreso teoricamente. Queste possono essere conteggiate nell’ambito delle predette 150 ore in quanto da ritenersi a completamento dei passaggi teorici. Le ore di tirocinio necessarie per una preparazione minima adeguata sono 500. Nel corso della attività di tirocinio gli allievi frequentano, con la supervisione di uno Psiconcologo accreditato presso la S.I.P.O. Il supervisore guiderà le varie fasi di intervento accompagnando l’allievo nelle Oncologie mediche o nelle Chirurgie oncologiche dove sarà facilitato il contatto con i pazienti, con i familiari, con l’equipe, al fine di consentire l’acquisizione di specifiche abilità di supporto e di gestione delle crisi.Una particolare enfasi sarà riservata alla frequenza dei reparti di Terapia Antalgica e di Cure Palliative, stanti le difficoltà che l’equipe si trova a gestire nel corso dell’assistenza ai pazienti terminali e alle loro famiglie. Un’ulteriore possibilità di tirocinio potrà essere rappresentata dalla frequenza presso gli Hospice accreditati o presso l’equipe di assistenza domiciliare curata dai volontari della L.I.L.T. (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, sezione di Napoli).

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