O slideshow foi denunciado.
Seu SlideShare está sendo baixado. ×

L'errore umano tra vergogna e riparazione ovvero "Niente di ciò che è umano mi è estraneo"

Anúncio
Anúncio
Anúncio
Anúncio
Anúncio
Anúncio
Anúncio
Anúncio
Anúncio
Anúncio
Anúncio
Anúncio
L’errore umano tra 
vergogna e riparazione 
© Nicoletta Cinotti 2014 
Centro studi Mindfulness e Bioenergetica
Sentirci sicuri 
Sentirci sicuri è 
uno dei nostri 
bisogni primari. 
E’ in nome di 
questo bisogno 
primario che 
possiam...
O paura 
Sia la rabbia che la 
paura sono 
emozioni di base, 
ossia sono quelle 
emozioni che 
contribuiscono alla 
strutt...

Vídeos do YouTube não são mais aceitos pelo SlideShare

Visualizar original no YouTube

Próximos SlideShares
Donne con partner impotenti
Donne con partner impotenti
Carregando em…3
×

Confira estes a seguir

1 de 26 Anúncio

L'errore umano tra vergogna e riparazione ovvero "Niente di ciò che è umano mi è estraneo"

Nella nostra esperienza di curanti possono emergere emozioni impreviste come la rabbia. Rabbia che può essere agita e/o subita. Comprendere come gestire queste situazioni, come prevenirle e cosa imparare dagli errori sono elementi fondamentali.

Nella nostra esperienza di curanti possono emergere emozioni impreviste come la rabbia. Rabbia che può essere agita e/o subita. Comprendere come gestire queste situazioni, come prevenirle e cosa imparare dagli errori sono elementi fondamentali.

Anúncio
Anúncio

Mais Conteúdo rRelacionado

Semelhante a L'errore umano tra vergogna e riparazione ovvero "Niente di ciò che è umano mi è estraneo" (20)

Mais de Nicoletta Cinotti (20)

Anúncio

Mais recentes (20)

L'errore umano tra vergogna e riparazione ovvero "Niente di ciò che è umano mi è estraneo"

  1. 1. L’errore umano tra vergogna e riparazione © Nicoletta Cinotti 2014 Centro studi Mindfulness e Bioenergetica
  2. 2. Sentirci sicuri Sentirci sicuri è uno dei nostri bisogni primari. E’ in nome di questo bisogno primario che possiamo provare rabbia.
  3. 3. O paura Sia la rabbia che la paura sono emozioni di base, ossia sono quelle emozioni che contribuiscono alla strutturazione della nostra personalità e anche della nostra razionalità.
  4. 4. Emozione e ragione sono intrecciate Il nostro sistema emotivo di base è fondamentale per il nostro sviluppo cognitivo. Sono le emozioni che sperimentiamo con più frequenza nella nostra infanzia che vanno a costruire quel sistema di idee, che struttura la nostra modalità di pensiero. Una modalità che può cambiare nel corso della vita solo se rendiamo consapevoli le nostre credenze.
  5. 5. Il nostro desiderio di essere accettati e amati fa sì che tendiamo a dissociare le parti di noi indesiderabili. Ma queste parti continuano ad esistere. Quando si esprimono possiamo avere la sensazione che siano parti “Non me”. Molti dicono “non mi riconosco quando faccio così” e non solo “ho ragione io”. “Non me”
  6. 6. Possiamo tentare di rinchiuderle Possiamo pensare che questi aspetti siano isolabili in una parte di noi da tenere nascosta. Questo però aumenta la loro imprevedibilità.
  7. 7. Quando escono Non abbiamo imparato né a gestirle né ad esprimerle. Ci sembrano aspetti di cui vergognarsi, da nascondere. Ma sono parti di noi che prima o poi usciranno.
  8. 8. Niente di ciò che è umano mi è estraneo Homo sum, humani nihil a me alienum puto. Terenzio
  9. 9. L’escalation Gli atti di violenza sono caratterizzati da una escalation. Si parte da un insieme di fattori scatenanti - la tensione aumenta fino alla crisi che provoca l’atto violento - nella fase di recupero possono verificarsi nuovi fattori scatenanti. Si conclude con una fase post-critica depressiva. Essere “sensibili” nella fase scatenante e durante la fase di escalation è fondamentale per prevenire la crisi, ossia l’atto di violenza. Fattori scatenanti Cris i Post crisi
  10. 10. Imparare dagli errori: la famiglia Bromiley La storia della famiglia Bromiley insegna quali situazioni conducono verso un errore. E come si può spostare l’attenzione sulla riparazione.
  11. 11. Una volta credevo che il contrario di una verità fosse l’errore e il contrario di un errore fosse la verità. Oggi una verità può avere per contrario un’altra verità, altrettanto valida, e l’errore un altro errore. Ennio Flaiano “Diario degli errori”
  12. 12. Cosa porta all’errore Ci rassicura pensare che ci sia un solo errore e un solo responsabile. Ma non è così. Qualsiasi errore, includendo tra gli errori ciò che porta ad usare violenza su un’altra persone, ha diversi attori coinvolti e diversi fattori scatenanti. La stanchezz a L’evitamento Vediamo poche possibilità Struttura rigida C’è un problema di responsabilit à
  13. 13. Molti aspetti interconnessi Nicoletta Cinotti Ci sono aspetti organizzativi Giorgio Rebolini Aspetti di personalità Aspetti relazionali e comunicativi Mario De Maglie Valeria Degiovanni Ci sono aspetti formativi Bruna Crepaldi Aspetti emotivi e di regolazione
  14. 14. Il vissuto di accerchiamento Chi si sente vincolato dai pericoli e dalle minacce del lavoro è proteso alla valutazione di sé e degli altri, ha paura di sbagliare e si allontana dal riconoscimento della propria professionalità e della propria esperienza e interesse per quello che sa fare. Percorre strade indirette per affermarsi e nasconde le proprie difficoltà per senso di inadeguatezza o addirittura vergogna.
  15. 15. Violenza domestica Il 25-30% degli autori di violenza domestica è affetto da un disturbo psichico e, specialmente, da un disturbo di personalità del gruppo B (borderline o antisociale), spesso complicato da utilizzo di sostanze (2009, 89). Il restante 75 -70 % non risulta affetto da un disturbo psichico evidente e/o diagnosticato. Dati dell’Osservatorio Nazionale Violenza Domestica.
  16. 16. Questo non significa che la Psichiatria Territoriale non funziona. Significa che quando il nostro bisogno è molto forte, la nostra finestra di tolleranza emotiva non contiene più ciò che “abbiamo rinchiuso nella scatola” ed esplode. “Non me”
  17. 17. Cosa accade Tutti noi abbiamo una finestra di tolleranza emotiva che ci permette di comprendere quello che accade o sopportarlo. Quando la spinta del bisogno emotivo aumenta i nostri confini subiscono una forte pressione e possono non reggere più. Inoltre, se viviamo una situazione di stress cronico la nostra finestra di tolleranza tende a restringersi. Ecco perché la stanchezza può essere un predatore di esplosioni emotive. Aumenta la pressione del bisogno Avviene l’esplosion ee Segue una fase depressiva
  18. 18. Violenza nelle strutture sanitarie Il Sistema Nazionale di Monitoraggio degli Errori in Sanità (SIMES) prevede diverse tipologie di “errori in sanità” tra cui l’evento sentinella “Atti di violenza a danno di operatore” e “Violenza su paziente”. Il verificarsi di tale evento deve essere segnalato all’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale secondo le procedure previste. Gli eventi sentinella rivelano situazioni di rischio, includono errori medici di varia tipologia e sono 16 eventi. Al 4° posto come numero di segnalazioni si trova “Gli atti di violenza a danno di operatore”.
  19. 19. Nei casi di violenza i numeri contano poco. Ne basta uno perché sia troppo. Eppure denunciare è difficile: per chi subisce, per chi osserva. Perché si diventa ostaggi.
  20. 20. Non diventare un ostaggio Essere un ostaggio significa diventare preda della situazione e rimanere bloccati senza la forza o il potere di intervenire. Questo succede quando diventiamo ostaggio della nostra paura. Perché non accada occorrono tre elementi: 1. Sentire un senso di appartenenza sicuro al gruppo di lavoro, 2. Avere un legame emotivo - o la capacità di stabilirlo - con la vittima e con chi agisce violenza, 3. La capacità di calmarsi e di calmare, riconoscendo e distinguendo i segnali di rischio.
  21. 21. Processi virtuosi Regolazione delle emozioni Talk Down Comunicazione non verbale Supervisione Consapevolezza del proprio stato mentale Consapevolezza dei fattori di rischio
  22. 22. Processi virtuosi Procedure di comunicazione Procedure di intervento Consapevolezza dei fattori di rischio Vissuto di accerchiamento il lavoro è visto come una minaccia: professionale e organizzativa
  23. 23. Processi virtuosi Supervisione Procedure di comunicazione Regolazione delle emozioni Procedure di intervento
  24. 24. Viviamo una vita attiva in cui non dobbiamo sentirci ostaggio di ciò che ci accade attorno. Abbiamo bisogno di essere consapevoli che il nostro stato mentale condiziona gli altri e se noi non ci sentiamo ostaggio, nemmeno gli altri saranno un ostaggio. George Kohlreiser. Negoziatore e mediatore di conflitti
  25. 25. Ci sono molti aspetti che sono rimasti fuori dalla presentazione. Puoi trovare più materiale sul tema della rabbia e della regolazione delle emozioni sul mio sito web www.nicolettacinotti.net. poiché il materiale è davvero molto usa la funzione Search dell’homepage Grazie!

×