O slideshow foi denunciado.
Utilizamos seu perfil e dados de atividades no LinkedIn para personalizar e exibir anúncios mais relevantes. Altere suas preferências de anúncios quando desejar.

Pratiche di accoglienza e di inserimento nella scuola

Buone prassi per l'inserimento degli alunni stranieri nel contesto scolastico

  • Entre para ver os comentários

Pratiche di accoglienza e di inserimento nella scuola

  1. 1. Master in “ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE IN CONTESTI MULTICULTURALI”. LABORATORIO PEDAGOGIA INTERCULTURALE 1 dr.ssa Antonetta Cimmarrusti- Pedagogista- a.a. 2016-2017 Università di Foggia – Dipartimento Studi umanistici
  2. 2. Pratiche di accoglienza e di inserimento degli alunni stranieri nel sistema scolastico Gli alunni neo arrivati in Italia, alunni seconda generazione, minori non accompagnati Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  3. 3. • [[[Nessun bambino può essere considerato straniero, laddove ci si occupa di educazione, di trasmissione di valori, di conoscenze e competenze. Nessun bambino può essere escluso dal luogo dove si costruisce il futuro. Nessun bambino può essere considerato estraneo al mondo della scuola. Nessun bambino è straniero a scuola.]]] Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  4. 4. Premessa L’integrazione piena degli immigrati nella società è un obiettivo fondamentale e, in questo processo, il ruolo della scuola è primario. Tale integrazione è oggi c o m u n e m e n t e i n t e s a c o m e u n p r o c e s s o bidirezionale, che prevede diritti e doveri tanto per gli immigrati quanto per la società che li accoglie. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  5. 5. Premessa I minori stranieri, come quelli italiani, sono innanzitutto “persone” e, in quanto tali, titolari di diritti e doveri che prescindono dalla loro origine nazionale. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  6. 6. Premessa La presenza di alunni stranieri è un dato strutturale e riguarda tutto il sistema scolastico. E’ necessario, dunque, individuare le migliori pratiche e disseminarle nel rispetto del Piano dell’offerta formativa (POF) e dell’autonomia scolastica, d’intesa con gli Enti locali e gli altri soggetti che sul territorio interagiscono per l’integrazione.Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  7. 7. Protocollo di accoglienza • E’ un documento che viene deliberato dal Collegio dei Docenti e viene inserito nel PTOF. • Esso indica i principi e le azioni su cui si basano l’accoglienza, l’inclusione, l’accompagnamento verso il successo formativo dell’alunno di origine straniera, ovvero interessato dai Bisogni educativi speciali in ragione dello svantaggio linguistico/culturale. • Il protocollo indica il ruolo, le funzioni e i compiti di tutti i soggetti coinvolti e operativi per l’avvio e lo svolgimento del percorso scolastico.Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  8. 8. Protocollo di accoglienza Con il termine accoglienza ci si riferisce all’insieme degli adempimenti e dei provvedimenti attraverso i quali viene formalizzato il rapporto dell’alunno e della sua famiglia con la realtà scolastica. Gli ambiti entro cui tale rapporto si sviluppa attengono a quattro aree distinte: A. Area amministrativa; B. Area comunicativo-relazionale; C. Area educativo-didattica; D. Area sociale Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  9. 9. Protocollo di accoglienza Il documento può essere soggetto a variazioni ed aggiornamenti in itinere, con relativa approvazione del Collegio dei docenti, in base a istanze di miglioramento dettate da esperienze condivise nell’istituto o variazioni di legge. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  10. 10. Finalità del protocollo Il protocollo si propone di: definire pratiche condivise all'interno delle scuole in tema di accoglienza di alunni stranieri; facilitare l'ingresso a scuola di bambini e ragazzi di altra nazionalità nel sistema scolastico e sociale; sostenere gli alunni neo-arrivati nella fase di adattamento al nuovo contesto; favorire un clima d'accoglienza e di attenzione alle relazioni che prevenga e rimuova eventuali ostacoli alla piena integrazione; costruire un contesto favorevole all'incontro con altre culture e con le " storie" di ogni alunno; favorire un rapporto collaborativo con la famiglia promuovere la comunicazione e la collaborazione fra scuola e territorio sui temi dell'accoglienza e dell'educazione interculturale nell'ottica di un sistema formativo integrato. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  11. 11. Chi sono gli alunni di origine straniera Alunni con cittadinanza non italiana Sono gli alunni che hanno genitori di nazionalità non italiana anche se sono nati in Italia Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  12. 12. Chi sono gli alunni di origine straniera Alunni con ambiente familiare non italofano Alunni che vivono in un ambiente familiare, nel quale i genitori, a prescindere dal fatto che usino o meno l’italiano per parlare con i figli, generalmente possiedono in questa lingua competenze limitate, che non garantiscono un sostegno adeguato nel percorso di acquisizione delle abilità di scrittura e lettura e che alimentano un sentimento di insicurezza linguistica più o meno latente. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  13. 13. Chi sono gli alunni di origine straniera Minori non accompagnati Alunni provenienti da altri Paesi che si trovano per qualsiasi ragione nel territorio dello Stato privi di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti legamente responsabili. Per il loro inserimento si dovrà tenere conto che, a causa delle pregresse esperienze di deprivazione e di abbandono, anche le competenze nella lingua di origine oltre a quelle in italiano- potranno risultare limitate rispetto all’età anagrafica dell’alunno rendendo necessaria l’adozione di strategie compensative personalizzate Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  14. 14. Chi sono gli alunni di origine straniera Alunni figlie di coppie miste • Sono alunni che hanno uno dei genitori di origine straniera. • Differiscono dalle altre tipologie per due aspetti rilevanti: hanno cittadinanza italiana (perché l’acquisiscono dal genitore italiano) e le loro competenze nella lingua italiana sono efficacemente sostenute dalla vicinanza di un genitore che, di solito, è stato scolarizzato in italia. Questa circostanza influisce positivamente sulla sicurezza liguistica del bambino, sul suo inserimento scolastico e sul processo di acquisizione della lingua per lo studio. Il bilinguismo che ne deriva può risultare proficuo sia sul piano cognitivo e sia su quello affettivo ed emotivo. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  15. 15. Chi sono gli alunni di origine straniera Alunni arrivati per adozione internazionale Per inserimento di questi alunni sono da prevedere interventi specifici che prevedono percorsi personalizzati sia in relazione di eventuali pregresse esperienze di deprivazione e abbandono, sia per consolidare l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità di apprendimento. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  16. 16. Chi sono gli alunni di origine straniera Alunni rom sinti e caminanti • Sono i tre principali gruppi di origine nomade, ma spesso oggi non nomadi, presenti in italia, al cui interno sono presenti differenze di lingua, religione,costumi.Una parte di essi proviene dai paesi dell’est Europa, anche da Paesi membri dell’UE, spesso di recente immigrazione e non possiede la cittadinanza italiana. • Un ‘altra parte appartiene invece a famiglie residenti in Italia da molto tempo che ha la cittadinanza italiana, spesso da molte generazioni. • La partecipazione di questi alunni alla vita della scuola non è un fatto scontata. Si riscontra un elevato tasso di evasione scolastica e di frequenza irregolare .Non bisogna ritenere questi comportamenti che Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  17. 17. Chi sono gli alunni di origine straniera derivano da un rifiuto ad integrarsi, ma vanno letti come un’imposizione e una minaccia alla propria identità culturale a cui si aggiunge anche fattori di oggettiva deprivazione socio-economica, consuetudini sociali e linguistiche diverse dalle nostre. Lavorare con alunni e famiglie rom, sinti e caminanti richiede molta flessibilità e disponibilità a impostare percorsi di apprendimento specifici e personalizzati, che tengano conto del retroterra culturale di queste popolazioni. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  18. 18. Chi sono gli alunni di origine straniera Seconde generazioni Studenti universitari con cittadinanza straniera Benchè le università italiane ospitano una bassa percentuale di studenti stranieri rispetto ad altri Paesi, è importante ricordare che questa fascia di popolazione studentesca sta progressivamente aumentando. Fino a 10 anni fa essa era costituita da giovani formatasi all’estero e desiderosi di acquisire un titolo accademico in italia. Oggi, accanto agli studenti stranieri che continuano ad arrivare per questo motivo, soprattutto dalla Cina, si osservano anche ragazzi nati in Italia da genitori stranieri(seconde generazioni). Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  19. 19. Organizzazione del protocollo Il protocollo d'accoglienza e integrazione delinea prassi condivise di carattere: • Amministrativo- burocratico- informativo che riguardano l'iscrizione e l'inserimento a scuola degli alunni stranieri; • Comunicativo- relazionale riguardante i compiti e i ruoli degli operatori scolastici e le fasi dell'accoglienza a scuola; • Educativo- didattico che traccia le fasi relative all'assegnazione della classe,inserimento, insegnamento dell'italiano come seconda lingua; • Sociale che individua i rapporti e le collaborazioni con il territorio. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  20. 20. Area Amministrativo burocratico L’iscrizione Iscrizione inizio anno scolastico Gli studenti già inseriti nel sistema scolastico italiano, che devono frequentare le prime classi (primo e secondo ciclo) le iscrizioni vengono effettuate nei tempi previsti dalle circolari ministeriali (gennaio/ febbraio per l’ anno successivo) Il modulo di iscrizione che è online (italiano e sloveno) viene poi modificato e integrato dalle singole scuole, in modo che ciascuna famiglia possa esprimere le proprie scelte in merito alla richiesta del tempo scuola, trasporti, mense ecc. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  21. 21. Area amministrativo burocratico L’iscrizione Iscrizione in corso d’anno • Per minori con cittadinanza non italiana le procedure per l’iscrizione possono intervenire in corso d’anno, al momento in cui l’alunno arriva in italia. • In questo caso l’istituzione scolastica provvede alla individuazione della classe e dell’anno di corso da frequentare sulla base degli studi compiuti nel Paese d’origine. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  22. 22. Area amministrativo burocratico L’iscrizione Gli alunni stranieri vengono iscritti , in via generale, alla classe corrispondente all’età anagrafica, salvo che il collegio dei docenti deliberi, sulla base di specifici criteri, l’iscrizione ad una classe diversa. Tenendo conto delle abilità, competenze e dei livelli di conoscenza della lingua italiana dell’alunno. In quest’ultimo caso è prevista al più l’assegnazione alla classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella anagrafica. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  23. 23. Area amministrativo burocratico Iscrizione Quando e dove Quando e dove Quando e dove Quando e dove Materiali L’addetto della segreteria Nominare un responsabile Compila la scheda per l’iscrizione, senza indicare la classe di inserimento Raccoglie l’eventuale documentazione sul percorso scolastico pregresso Acquisisce l’opzione di avvalersi o non avvalersi della religione cattolica Fornisce le prime informazioni su: Organizzazione scolastica Servizi a disposizione(mensa e trasporti) Informa i genitori che il referente per le iniziative interculturali li contatterà per un colloquio di reciproco conoscenza e che l’assegnazione alla classe verrà effettuata in seguito Avvisa il dirigente scolastico e il referente per le iniziative interculturali e trasmette loro tutte le informazioni raccolte Tiene un apposito elenco degli studenti stranieri e lo aggiorna in base alle nuove iscrizioni o altre informazioni utili In seguito comunica alla famiglia la classe e la sezione Utilizza un familiare o un amico come traduttore Utilizza una modulistica bilingue o in lingua d’origine chiedendo la traduzione di documenti, se necessario Utilizza una scheda,su foglio excel, per la mappatura degli studenti di madrelingua non italiana Al primo ingresso della famiglia in segreteria Negli uffici di segreteria Riferimenti normativi Scheda di presentazione dell’istituto in italiano semplice, inglese, francese Modulistica bilingue o in lingua di origine per la comunicazione scuola famiglia (reperibile anche in internet e da adattare di volta in volta) Lista del materiale scolastico da acquistare e portare a scuola, anche bilingua. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  24. 24. Area comunicativo- relazionale Prima conoscenza • In questa fase è utile che sia individuato un gruppo di accoglienza (Commissione ) rappresentativo delle diverse figure scolastiche e dei diversi plessi o livelli di scuola dell'istituto. • La Commissione si riunisce ogni qualvolta si presenti il caso d’iscrizione di alunni stranieri neoarrivati. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  25. 25. Commissione interculturale Composizione commissione compiti materiale 3 docenti della scuola Dirigente scolastico Responsabile individuato in segreteria Educatori interculturali Mediatori Insegnanti referenti uno per ogni ordine Insegnanti con funzione strumentale predisporre schede di rilevazione della competenza linguistica ed eventualmente di altre abilità promuovere l’attuazione di laboratori linguistici, individuando risorse interne ed esterne e spazi adeguati e facilitando, dove necessario, il coordinamento tra gli insegnanti che fanno alfabetizzazione. favorire e facilitare il rapporto con la famiglia predisporre una segnaletica multilingue sui muri e sulle porte della scuola costituire un Centro di Documentazione d’ Istituto sull’ Intercultura, con materiale didattico e informativo specifico, consultabile dai docenti stabilire contatti con Enti Locali, servizi, associazioni di volontariato, altre Istituzioni Scolastiche per fare proposte, progetti e corsi di formazione scheda di rilevazione note sul percorso linguistico dell’alunno traccia di primo colloquio con la famiglia griglia di osservazione delle competenze linguistiche e del comportamento relazionale per gli alunni stranieri. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  26. 26. Area comunicativa relazionale Prima conoscenza Chi Cosa fa Come Quando e dove Referente per le iniziative interculturali Mediatore interculturale • Effettua il primo colloquio con la famiglia e con lo studente per: Raccogliere informazioni sulla biografia personale, familiare, scolastica e linguistica; Fornire informazioni sull’organizzazione della scuola • Si propone come interlocutore privilegiato -la famiglia potrà avere rapporti costanti e scambio di informazioni • Ove necessario contatta il mediatore interculturale per un primo bilancio delle competenze trasversali e in L1 • Ove necessario effettua tramite un facilitatore linguistico una rilevazione delle competenze iniziali in italiano L2 Il primo colloquio viene condotto come un intervista di tipo aperto: • Prendendo appunti sulla base di una traccia predefinita che poi verrà compilata e successivamente integrata • Evitare domande dirette • Incoraggiare i genitori ad esprimere le proprie aspettative nei confronti della scuola • Incoraggiare lo studente a parlare dei propri interessi, desideri,abilità e conoscenze Tenendo presente che le prove per un primo bilancio delle competenze trasversali devono essere: • Intuitivamente comprensibili • Supportate da tecniche non verbali • Chiare e brevi Concordando con il mediatore contenuti e caratteristiche delle prove in L1 Indicativamente entro una settimana dal primo contatto della famiglia con la segreteria della scuola, nel plesso che verrà frequentato dallo studente, in un aula tranquilla e serena Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  27. 27. Area educativo-didattico Assegnazione classe Chi Cosa fa Come Quando e dove Il dirigente scolastico Referente iniziative interculturali Referente per le iniziative interculturali • Stabiliscono la classe e la sezione di inserimento anche dopo eventuale colloquio con i coordinatori di classe e gli insegnanti referenti delle varie sezioni • Comunicano all’addetto della segreteria, alla famiglia, ai cordinatori di classe o insegnanti referenti la classe e la sezione cui lo studente è stato assegnato Seguendo la normativa vigente(DPR 31/08/99 n 394 art 45) Mantenendo alta la consapevolezza che l’inserimento nella classe corrisponde all’età anagrafica consente di prevenire situazioni di disagio relazionale, riduce il rischio di dispersione scolastica Utilizzando tutte le informazioni raccolte nelle fasi precedenti Valutando la composizione delle possibili classi di assegnazioni(numero di studenti,clima di classe,caratteristiche del gruppo,ecc) Evitando la concentrazione di studenti di madreligua non italiana in un’unica sezione Indicativamente entro 10 giorni dal primo contatto della famiglia con la scuola Presso gli uffici di segreteria e nel plesso di riferimento Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  28. 28. Area educativo didattico Accoglienza In questa fase la Commissione Accoglienza dopo aver valutato il nuovo alunno: • Individua i più opportuni percorsi facilitati di inserimento ( n e c e s s i t à d i c o r s i i n t e g r a t i v i i n a l c u n e materie,inserimento in laboratori di lingua italiana, ecc.) • Presenta la proposta dell'attività da svolgere al Collegio dei Docenti e coinvolge il consiglio di classe o di interclasse allo svolgimento dell'attività programmata. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  29. 29. Area educativo didattico Accoglienza • Insieme agli insegnanti che accoglieranno l'alunno in classe individuerà, sulla base delle risorse interne ed esterne disponibili, percorsi di facilitazione da attivare a livello didattico ( rilevazione dei bisogni specifici di apprendimento, uso di materiale visivi, musicali, grafici p e r c o n t e s t u a l i z z a r e l a l e z i o n e , m o d a l i t à d i semplificazione linguistica, modalità di adattamento di acquisizione competenze istituzione di laboratori intensivi di lingua italiana) e percorsi di facilitazione relazionale ( es, utilizzo di materiali nelle diverse lingue). Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  30. 30. Accoglienza L'accoglienza non può essere una fase definita nel tempo, ma dovrebbe corrispondere ad una modalità di lavoro atta ad instaurare e mantenere nel plesso un clima accettabile e motivante per tutti i protagonisti dell'azione educativa ( genitori, alunni, docenti, collaboratori scolastici). La collegialità è fondamentale in tutte le fasi della programmazione: la lingua è trasversale a tutte le discipline e l’alunno appartiene alla classe, non ad un unico insegnante.Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  31. 31. Accoglienza Sarà compito dell'insegnanti preparare l'accoglienza predisponendo attività mirate a : • sensibilizzare la classe all'accoglienza del nuovo compagno e favorire l’inserimento dell’alunno straniero nella classe: informando i compagni del nuovo arrivo e creando un clima positivo di attesa - dedicando del tempo ad attività di benvenuto e conoscenza - preparando un’aula visibilmente multiculturale (cartelli di benvenuto nella lingua d’origine, carta geografica con segnato il Paese di provenienza…)  individuando un alunno particolarmente adatto a svolgere la funzione di tutor (compagno di viaggio) dell’alunno straniero. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  32. 32. Accoglienza • favorire la conoscenza dei tempi e dei ritmi della scuola; • facilitare la comprensione dell'organizzazione delle attività; • rilevare i bisogni specifici di apprendimento; • individuare ed applicare modalità di semplificazione dei contenuti e di facilitazione linguistica per ogni disciplina, stabilendo contenuti minimi ed adattando ad essi la verifica e la valutazione;Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  33. 33. Accoglienza • programmare il lavoro con gli insegnanti che seguono l’alunno straniero; • informare l’alunno e la famiglia del percorso predisposto per lui dalla scuola; • valorizzare la cultura altra; • mantenere i contatti con la Commissione di Accoglienza. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  34. 34. Area educativo-didattico Inserimento in classe Chi Cosa fa Come Quando e dove Il consiglio di classe, con il supporto del referente per le iniziative interculturali Si concede il tempo per organizzare l’accoglienza del nuovo arrivato e prepara la classe prescelta Predispone e gestisce in maniera condivisa i momenti di accoglienza e il primo periodo di inserimento Prevede, ove necessario un inserimento orario graduale Designando l’insegnante che accompagnerà il nuovo studente nella classe Modificando le attività delle prime giornate per far spazio ad attività finalizzate alla conoscenza reciproca e alla facilitazione dei primi scambi in italiano L2 Individuando un compagno italiano che svolge la funzione di tutor Predisposizione di materiale di «pronto soccorso linguistico» cartelli e lettere di benvenuto plurilingue allestendo un’aula multiculturale Indicativamente non oltre dieci giorni dal momento della designazione della classe Aula scolastica e tutti gli spazi della scuola ritenuti più funzionali Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  35. 35. Area educativo-didattico Scelte percorso scolastico Chi Cosa fa Come Quando e dove Il consiglio di classe Con il supporto del referente per le iniziative interculturali • Prosegue l’effettuazione del «bilancio di competenze iniziali» • Predispone eventuali interventi del mediatore interculturale e di facilitazione linguistica • Rileva i bisogni specifici di apprendimento, stende il PDP e prevede modalità di valutazione coerenti con quanto in esso definito • Individua le modalità per realizzare quanto previsto nel PDP( diversificazione delle consegne,del materiale,delle verifiche, attività in piccolo gruppo,classi aperte,interventi individualizzati,laboratorio linguistico percorsi integrati fra istituzioni di ordine diverso o con enti del territorio • Prevede l’utilizzo di ore aggiuntive, a completamento ecc • Individua il facilitatore linguistico e il mediatore interculturale Integrando le osservazioni effettuate in classe con i risultati delle prove somministrate dai docenti o dal mediatore interculturale o facilitatore linguistico Riconoscendo gli apprendimenti sviluppati in L1 nel percorso scolastico nel Paese di origine Mettendo al centro degli interventi didattici lo studente in un’ottica positiva che riconosce e valorizza le competenze pregresse e le ptenzialità, e non le carenze rispetto a ciò che è già stato insegnato ai compagni di classe Compilando un PDP che va periodicamente aggiornato in base ai bisogni formativi dello studente Prevedendo la riduzione, sospensione o sostituzione di discipline ritenute al momento inaccessibili per lo studente Definendo e declinando le competenze ritenute essenziali in riferimento alla specifica situazione dello studente Evitando l’eccessiva pluralità di figure che ruotano attorno allo sudente e prevedendo momenti e modalità di raccordo tra i vari soggetti coinvolti All’inizio percorso scolastico e in itinere Nei consigli di classe o in riunioni specifiche anche con eventuali figure coinvolte Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  36. 36. Schede passaggio tra i diversi gradi scolastici Tali strumenti , coerenti nel contenuto e nella forma con la scheda PDP, contengono tutti gli elementi di conoscenza necessari alla scuola secondaria di primo grado , secondo grado e alla formazione professionale, per promuovere un inserimento positivo dello studente con specifici bisogni linguistici e di apprendimento in uscita dalla scuola primaria o dalla scuola secondaria di primo grado e proseguire così nella maniera più efficace possibile la promozione del suo percorso scolastico e formativo. • Si suggerisce di inviare le schede passaggio via mail dai colleghi referenti dei gradi inferiori nei mesi di maggio-giugno. Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  37. 37. Area sociale Rapporti con il territorio Chi Cosa fa Come Quando e dove materiali Dirigente scolastico Referente per le iniziative interculturali Docenti di classe con il supporto commissione intercultura professionista esterno Contattano i referenti territoriali di volta in volta individuati in base ai bisogni rilevati e ai conseguenti interventi progettati: Le biblioteche comunali in merito all’organizzazione di corsi di italianoL2 per adulti, acquisto di materiali specifici Le cooperative sociali, associazioni, parrocchie comuni,in merito all’organizzazione di pomeriggi di sostegno allo studio, attività extrascolastiche di gioco, sport in risposta ai bisogni via via rilevati Il servizio sociale in merito a interventi di sostegno a famiglie in difficoltà e all’orgnizzazione di supporto domiciliare nei compiti scolastici Istituzioni e gli enti provinciali che a diverso titolo si occupano di famiglie migranti consulenza rivolta ai docenti; _ supporto alle famiglie nella fase di iscrizione alle scuole di ogni ordine e grado; _ informazioni alle famiglie circa le varie opportunità presenti sul territorio Facendo una mappatura dei bisogni degli studenti e delle loro famiglie, nonché delle risorse presenti sul territorio Operando in sinergia con gli attori coinvolti sportello di ascolto Durante l’intero anno scolastico e, al bisogno, anche nel periodo estivo Negli edifici di volta in volta messi a disposizione dalle istituzioni/enti/realtà coinvolte tutto l'anno nella scuola Convenzioni e accordi tra istituzioni/en ti/realtà di volta in volta coinvolte Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  38. 38. IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO • Costituzione della Repubblica Italiana 1948 art.34 • Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo ONU, 10 dicembre 1948 • Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo ONU, 20 novembre 1959 • C.M. n.301,8settembre 1989 – inserimento degli alunni stranieri nella scuola dell’obbligo • C.M. n.205 del 26/7/90: “La scuola dell’obbligo e gli alunni stranieri . L’educazione interculturale” • C.M. n.122 del 28/4/92 : “Pronuncia del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione sull’Ed. interculturale nella scuola pubblica ” • C.M. n.138 del 27/4/93 : “Pronuncia del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. Razzismo e antisemitismo” • C. M. n.5, 12 gennaio 1994 - iscrizione degli alunni stranieri anche sprovvisti di permesso di soggiorno • C.M. n.73 del 27/3/94 : “Dialogo interculturale e convivenza democratica : l’impegno progettuale della scuola” Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica
  39. 39. IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO • Legge n. 40, 6 marzo 1998(Turco-Napolitano) – disciplina dell’immigrazione e condizione giuridica dello straniero • Decreto Legislativo n.286,25 luglio 1998 “disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” • D.P.R. 31/8/99 n.394, art.45, “Iscrizione scolastica”. • L. n. 189,30 luglio 2002 (Bossi-Fini ha confermato le precedenti procedura di accoglienza) • C.M. n. 24 del 01/03/06 Prot. N. 1148/A6: “Linee guida per l’accoglienza alunni stranieri” (2006/2007) La via italiana per la scuola interculturale l’integrazione degli alunni stranieri • - MIUR- ottobre 2007 D.P.R. n. 122 22/06/2009 “Regolamento norme vigenti per la valutazione degli alunni”; • C.M. n. 2/8 gennaio 2010: Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana • D.M. 27/12/2012 “Bisogni Educativi Speciali” (Nota ministeriale 2013 Piano Didattico Personalizzato); • C.M. n. 8/6 marzo 2013: Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica. Indicazioni operative”. • MIUR, L i n e e g u i d a p e r l'accoglienza e l' i n t e g r a z i o n e d e g li a l u n n i stranieri . 20 Febbraio 2014 MIUR, nota 09/09/2015 Diversi da chi?, a cura dell’Osservatorio Nazionale per l’Integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura. Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati (MIUR, dicembre 2014) Antonetta Cimmarrusti Consulenza pedagogica e didattica

×